Al G7 di Evian la pressione su Mosca si fa più serrata tra nuove minacce di sanzioni e l'attacco alla raffineria di Mosca
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Redazione Esteri
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Il vertice del G7 che si sta svolgendo a Evian-les-Bains, in Francia, ha offerto l'occasione per un rinnovato e compatto fronte occidentale sul sostegno all'Ucraina, mentre sul terreno e sul mare si moltiplicano i segnali di un conflitto che non accenna a placarsi.
Al centro delle discussioni, la possibilità di inasprire ulteriormente le sanzioni contro la Russia, con gli Stati Uniti che hanno riaperto il dossier del petrolio russo come potenziale leva per costringere Mosca a un negoziato, e l'annuncio, da parte della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, di un raddoppio degli aiuti a Kiev.
La minaccia di Trump e il rinnovato sostegno a Kiev
Il presidente statunitense Donald Trump, a margine dei lavori, ha lasciato intendere che le restrizioni sul greggio russo, parzialmente sospese per far fronte all'impennata dei prezzi dovuta al conflitto in Medio Oriente, potrebbero essere presto ripristinate. "Presto saremo in grado di farlo, perché il petrolio ora sta circolando", ha dichiarato Trump, riferendosi all'allentamento delle tensioni dopo l'accordo con l'Iran che ha riaperto il transito nello Stretto di Hormuz.
Un messaggio chiaro, che si inserisce nel più ampio quadro di unità espresso dai leader del G7, i quali avrebbero concordato la necessità di mantenere alta la pressione su Mosca, anche attraverso nuove misure restrittive, come già annunciato da Canada e Regno Unito. L'incontro trilaterale tra Trump, il presidente francese Emmanuel Macron e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il primo faccia a faccia tra i due leader americano e ucraino dopo diversi mesi, ha rappresentato il momento clou della giornata, finalizzato a rilanciare i colloqui di pace in stallo.
Mosca nel mirino: attacco alla raffineria e nave russa nella Manica
Proprio mentre i leader discutevano di pace e nuove sanzioni, le forze ucraine hanno portato a termine un'operazione militare di lungo raggio, colpendo una delle principali raffinerie della regione di Mosca, situata a pochi chilometri dal Cremlino, in quello che è stato descritto come uno dei più massicci attacchi con droni sulla capitale russa negli ultimi tempi.
L'obiettivo, secondo fonti di Kiev, era colpire il cuore del sistema energetico russo, contribuendo a una crisi di approvvigionamento che starebbe già mettendo in difficoltà i distributori, riducendo la capacità di raffinazione e costringendo le autorità a razionare il carburante in alcune aree. Un attacco che Kiev ha rivendicato come una risposta "giusta" ai continui bombardamenti russi sulle proprie infrastrutture civili ed energetiche.
Parallelamente, sul fronte diplomatico-militare, si è registrato un grave incidente nella Manica, dove una fregata russa ha sparato colpi di avvertimento contro uno yacht britannico, un evento che ha innalzato la tensione e che è stato subito oggetto di un'indagine da parte del ministero della Difesa di Londra, che ha però escluso al momento un collegamento diretto con altre operazioni contro interessi russi.
L'accordo con l'Iran e le prospettive per un negoziato
Parallelamente alle discussioni sul conflitto ucraino, il presidente Trump ha confermato l'intenzione di pubblicare il testo del memorandum d'intesa firmato con l'Iran, un accordo che ha definito "equo" e che ha permesso di sbloccare lo Stretto di Hormuz, con ricadute positive sui mercati energetici globali. Un'intesa che, nelle sue intenzioni, dovrebbe garantire che Teheran non possa sviluppare un'arma nucleare, minacciando altrimenti "conseguenze incredibili".
Riguardo all'Ucraina, Trump ha ribadito che "la Russia deve fare un accordo", impegnandosi a fare tutto quanto in suo potere per favorire una soluzione, pur riconoscendo le complessità di un negoziato che vede i due leader ancora lontani da un tavolo comune. L'assegnazione delle licenze per la produzione di sistemi missilistici Patriot in Ucraina, menzionata durante gli incontri, appare come un ulteriore tassello del sostegno a lungo termine a Kiev.




