Trump invia un inviato speciale a Mosca mentre l'Ucraina resiste all’offensiva russa
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Redazione Esteri
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Mentre i combattimenti si intensificano nel settore di Pokrovsk e Dobropillia, dove le forze ucraine contrastano i tentativi russi di infiltrarsi nelle aree urbane, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato l’invio di un suo emissario in Russia. «L’inviato speciale Witkoff, dopo la missione in Israele, andrà a Mosca», ha dichiarato, ribadendo l’intenzione di imporre nuove sanzioni contro il Cremlino, sebbene con scetticismo sulla loro efficacia. «Quello che fa la Russia in Ucraina è disgustoso», ha aggiunto, senza però delineare una strategia precisa oltre alla pressione diplomatica.
Intanto, a Kiev, il bilancio dell’ultimo attacco notturno con droni russi è salito a una vittima e 43 feriti, di cui 26 in condizioni tali da richiedere il ricovero. Il sindaco Vitali Klitschko ha confermato i danni a un edificio residenziale, mentre il presidente Volodymyr Zelenskyy ha denunciato sui social la brutalità degli assalti, definendoli un tentativo di seminare terrore tra i civili. Le parole di Trump, che pure hanno condannato le azioni di Mosca, non sembrano al momento tradursi in un cambio di passo nella risposta occidentale.
Sullo sfondo, resta incerta la possibilità di un negoziato imminente. Fonti diplomatiche statunitensi hanno accennato alla volontà della Casa Bianca di chiudere il conflitto entro l’8 agosto, ma senza dettagli sulle contropartite o sul ruolo che l’Ucraina potrebbe avere in tali trattative. Sul campo, intanto, le truppe di Kiev continuano a fronteggiare le incursioni delle unità russe, che mirano a logorare le difese con tattiche di guerriglia più che con avanzate su larga scala.




