Bankitalia, un Pil in lieve rialzo ma i consumi arrancano

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L'economia italiana, secondo quanto riportato nel primo Bollettino del 2026 della Banca d'Italia, mostra segnali di una moderata espansione, sebbene percorsa da dinamiche contrastanti che ne delineano un profilo tutt'altro che omogeneo. Nel terzo trimestre del 2025, il prodotto interno lordo ha infatti registrato un incremento, seppur lieve, trainato in maniera decisa dalla ripresa delle esportazioni e da una significativa espansione degli investimenti. Quest'ultimi, in particolare, hanno tratto beneficio – ed è un aspetto non marginale – dagli incentivi fiscali e dalle altre misure collegate al Piano nazionale di ripresa e resilienza, le cui prime ricadute cominciano dunque a diventare visibili nei dati macroeconomici.

Il freno della domanda interna e lo slancio del settore estero

A fare da contraltare a questo quadro, che pure contiene elementi di vigore, si colloca la debolezza della domanda interna, con i consumi delle famiglie cresciuti in misura assai contenuta. La Banca d'Italia attribuisce questa stagnazione, che per molti versi riflette un clima di diffusa prudenza, alle attese ancora sfavorevoli dei cittadini riguardo all'evoluzione del quadro economico internazionale, caratterizzato da persistenti ombre e da un'elevata dose di incertezza. Le valutazioni dell'Istituto di via Nazionale indicano, del resto, che nel quarto trimestre l'attività economica ha continuato a espandersi moderatamente, sospinta principalmente dal settore dei servizi – in particolare quelli destinati alle imprese – e da un timido, ma comunque significativo, recupero produttivo nel comparto industriale.

Il quadro internazionale tra spinte e rischi

Il contesto globale, nel quale si inserisce questa tenue ripresa italiana, prosegue nel suo percorso di espansione, sebbene gravato da numerosi fattori di instabilità. L'economia degli Stati Uniti, sotto la presidenza di Donald Trump, ha continuato a crescere in misura marcata nel terzo trimestre del 2025, trovando negli investimenti in tecnologie legate all'intelligenza artificiale un potente motore di sviluppo, il quale a sua volta ha alimentato il commercio internazionale. Il vigore degli scambi globali, d'altro canto, ha sostenuto l'attività economica in Cina, compensando parzialmente la nota debolezza della sua domanda interna. Tuttavia, come sottolineato con chiarezza nel Bollettino, le prospettive restano appesantite da tensioni commerciali non risolte e da rischi geopolitici di non poco conto, elementi che contribuiscono a mantenere alto il livello di allerta.

Le previsioni e il miglioramento dei conti pubblici

Proprio in questo scenario, la Banca d'Italia ha aggiornato le sue previsioni per il nostro paese, stimando per il 2026 un aumento del Pil dello 0,6 per cento, con un rafforzamento più netto atteso per il biennio 2027-2028. Un dato che si accompagna a un'altra notizia positiva proveniente dall'analisi dei conti pubblici: il deficit, infatti, risulta in calo per l'anno 2025. Si tratta di elementi che, letti assieme, dipingono un quadro in cui la ripresa, pur faticosa e ancora bisognosa di conferme, comincia a poggiare su basi un poco più solide, grazie al contributo determinante delle politiche di investimento e di una congiuntura internazionale che, nonostante tutto, non ha ancora spento i suoi motori.

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