Bankitalia taglia il Pil, prezzi in aumento con i contro dazi Ue
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Redazione Economia
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La Banca d’Italia ha rivisto al ribasso le stime di crescita per il prossimo triennio, attribuendo il rallentamento principalmente all’inasprimento delle politiche commerciali internazionali. Se a dicembre il Pil per il 2025 era stimato allo 0,8%, ora la proiezione è scesa di due decimi, fermandosi allo 0,6%. Un aggiustamento che, seppur contenuto, riflette l’impatto immediato dei dazi imposti dagli Stati Uniti sui prodotti europei, una mossa voluta dall’amministrazione Trump e destinata a pesare soprattutto su settori chiave come l’agroalimentare, la moda e la meccanica.
Le correzioni non si fermano al 2025: anche per il 2026 la crescita attesa è stata ridotta dall’1,1% allo 0,8%, mentre per il 2027 il taglio è di due decimi, con una stima che passa dallo 0,9% allo 0,7%. Bankitalia tiene però a precisare che si tratta di valutazioni preliminari, che non includono eventuali ritorsioni da parte dell’Ue né l’evoluzione dei mercati globali, fattori che potrebbero ulteriormente complicare il quadro.
Il mercato statunitense, che assorbe circa il 10% dell’export italiano, rappresenta una fetta cruciale per molte imprese, soprattutto quelle legate al Made in Italy. Con tariffe del 20% su una vasta gamma di prodotti, dagli alimentari ai macchinari, l’effetto a catena si sta già facendo sentire: non solo sui listini, ma anche sui margini di profitto e, di conseguenza, sull’occupazione.




