Perché l'Iran non ha ancora usato i suoi missili più avanzati
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Redazione Esteri
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Mentre il conflitto tra Iran e Israele entra in una fase di crescente tensione, una questione rimane aperta: perché Teheran, nonostante l’ampio arsenale a sua disposizione, non ha ancora impiegato i missili più avanzati? Sebbene gli scontri abbiano visto il lancio di decine di proiettili e droni, fonti militari sottolineano che l’Iran avrebbe finora evitato di dispiegare i sistemi d’arma più sofisticati, quelli in grado di infliggere danni significativi alle infrastrutture israeliane.
Gli attacchi iraniani, almeno nelle prime fasi dello scontro, sembrano essere stati calibrati. A Beit She’an, un drone ha colpito un edificio senza causare vittime, mentre un missile balistico ha raggiunto l’ospedale Soroka di Beer Sheva, in un’escalation che ha costretto la popolazione israeliana a rifugiarsi nei bunker. Ma il fatto che Teheran non abbia ancora utilizzato i suoi vettori più potenti – come gli Shahab-3 o i Sejjil – solleva interrogativi sulle reali intenzioni del regime.
Alcuni analisti ipotizzano che l’Iran stia conservando le sue risorse migliori per una risposta più massiccia, nel caso in cui Israele intensifichi le operazioni. Altri suggeriscono che il mancato dispiegamento sia legato a calcoli strategici: un uso indiscriminato di missili avanzati potrebbe innescare una reazione internazionale più dura, compreso un intervento diretto degli Stati Uniti, ora guidati da Donald Trump, che in passato ha adottato una linea particolarmente rigida verso Teheran.
Intanto, Israele continua a colpire obiettivi iraniani di alto profilo. L’eliminazione di Saeed Izadi e Behnam Shahriyari, due comandanti della Forza Quds, dimostra che Tel Aviv punta a decapitare la struttura operativa dei Pasdaran. Izadi, accusato di aver coordinato l’attacco del 7 ottobre, e Shahriyari, responsabile dei rifornimenti militari, erano figure chiave nell’apparato di sicurezza iraniano. La loro morte segnala una strategia mirata a indebolire Teheran non solo sul campo, ma anche nella sua capacità di pianificazione.




