Il saluto romano e la legge italiana
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Redazione Interno
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Il saluto romano è considerato reato in Italia, ma solo se accompagnato dalla volontà di ricostituire il disciolto partito fascista. Questa è la decisione presa dalla Cassazione a sezioni riunite, che dovrebbe rappresentare la parola fine sulla vicenda.
Il caso dei militanti di estrema destra
I giudici erano stati chiamati a esprimersi sul caso di otto militanti di estrema destra condannati in primo e in secondo grado per aver fatto il saluto romano nell’aprile del 2016 durante la tradizionale commemorazione di Sergio Ramelli, Carlo Borsani ed Enrico Pedenovi.
La posizione della Cassazione
Secondo la Cassazione, il saluto romano è una apologia di fascismo, ma diventa reato ai sensi della legge Scelba solo quando per le modalità e il contesto integra il «concreto pericolo di riorganizzazione del disciolto partito fascista». Se si tratta di una semplice commemorazione, non è considerato reato.
Il dibattito sul saluto romano
Il saluto romano è reato? La domanda è stata riproposta con forza dopo la selva di braccia tese viste a Roma il 7 gennaio, alla commemorazione della strage di Acca Larenzia. Finora le sentenze erano state non univoche, ecco perché la questione era stata già da tempo presentata alle sezioni unite della Corte di cassazione.




