Il ballo del gorilla vince i Nikon Comedy Wildlife Awards, tra rane lottatrici e volpi ballerine

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un giovane gorilla di montagna, colto nell’atto di sembrare un ballerino in mezzo a una radura nebbiosa, ha conquistato la giuria e si è aggiudicato il primo premio assoluto dei Nikon Comedy Wildlife Awards 2025. L’autore dello scatto, intitolato non a caso “High Five”, è il fotografo amatoriale britannico Mark Meth-Cohn, il quale ha ritratto il primate durante un’escursione di quattro giorni tra i Monti Virunga. L’animale, appartenente alla famiglia Amahoro, è stato fotografato mentre, in un momento di gioco tra i giovani del gruppo, assumeva una posa così umana e buffa da ricordare una sorta di danza o un gesto di saluto, mentre gli adulti brucavano con tranquillità nelle vicinanze. L’immagine, che già lo scorso anno aveva valso all’autore una posizione tra i finalisti, questa volta ha centrato l’obiettivo più ambito, aggiudicandosi anche la categoria dedicata ai Mammiferi e dimostrando come l’osservazione paziente della vita selvatica possa regalare attimi di pura, involontaria comicità.

Un concorso che svela il lato più giocoso della fauna

La competizione, giunta a una nuova edizione, si conferma una vetrina per quelle immagini che riescono a catturare la spontaneità e i comportamenti più curiosi degli animali nel loro habitat. Se il gorilla acrobata fa il pieno di consensi, numerosi altri scatti hanno contribuito a comporre un mosaico vivace e divertente della vita naturale. Tra questi, spiccano fotografie che ritraggono rane impegnate in quelle che sembrano delle lotte a corpo, e volpi che, muovendosi in modo sincronizzato, ricordano una sfida di breakdance nella savana. Ciascuno di essi, al di là del soggetto, rappresenta il frutto di una perfetta sintesi tra abilità tecnica, tempismo e una buona dose di fortuna, elementi indispensabili per immortalare episodi così fugaci e significativi.

La tecnica al servizio dell’attimo fuggente

Quello che accomuna tutti i lavori premiati, oltre alla capacità di strappare un sorriso, è l’altissima qualità compositiva e narrativa. Le immagini, se da un lato documentano comportamenti insoliti, dall’altro lo fanno con una maestria che ne esalta i dettagli e l’espressività, trasformando un semplice scatto in una vera e propria storia. La fotografia di Meth-Cohn, in particolare, con il suo gioco di sguardi e la postura aperta del gorilla, riesce a trasmettere un senso di leggerezza e di condivisione, quasi come se l’animale fosse consapevole di essere al centro dell’attenzione. È proprio questa qualità, ossia la capacità di fissare per sempre un momento di pura joie de vivre animale, a costituire il cuore pulsante del concorso, il cui successo risiede nel celebrare la natura senza filtri, nella sua veste più genuina e spesso comica.

Oltre la risata, una riflessione sulla conservazione

Sebbene il tono dominante della rassegna sia umoristico, l’osservazione attenta di queste opere offre anche uno spunto per considerare la bellezza e la vulnerabilità degli ecosistemi in cui gli animali vivono. Il gorilla di montagna ritratto in “High Five”, ad esempio, appartiene a una specie minacciata, il cui destino è legato alla preservazione di luoghi remoti e fragili come le foreste dei Virunga. Senza scivolare in toni apertamente didascalici, il concorso, mostrando queste creature in momenti di quotidianità serena o di gioco, indirettamente ne ricorda l’esistenza e il diritto a un habitat sicuro. La fotografia naturalistica, in questa veste, assolve dunque a una duplice funzione: intrattenere il pubblico con scene spassose e, al contempo, avvicinarlo alla complessità del mondo selvatico, di cui spesso si conoscono solo gli aspetti più drammatici o iconici.

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