Alcaraz e la tenosinovite che ferma il tennis: polso a rischio, niente Parigi e valanga di punti persi
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Redazione Sport
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La diagnosi, per quanto dolorosa e scomoda per il diretto interessato, suona come una sentenza nel circuito: tenosinovite. Non una semplice tendinite, s’intenda, ma l’infiammazione acuta della guaina sinoviale che avvolge i tendini del polso, una patologia subdola che il numero due del mondo Carlos Alcaraz conoscerà fin troppo bene nei prossimi mesi. È questo il verdetto clinico che lo ha costretto a firmare il forfait per gli Internazionali di Roma e, ben più pesante, per il Roland Garros, torneo dove il fuoriclasse di Murcia si presentava con il pesante fardello del campione in carica, pronto a difendere il titolo conquistato l’anno precedente. Il problema, localizzato al polso destro, è emerso in tutta la sua gravità dopo i controlli successivi al ritiro a Barcellona, rivelando un’immagine dell’articolazione tutt’altro che rassicurante che ha spinto lo staff a optare per la linea prudenziale; e in effetti, come spesso accade in queste dinamiche, i legamenti infiammati non perdonano le frettolose riedizioni in campo.
Un conto salato in classifica e il vuoto sulla terra rossa
L’assenza dello spagnolo, oltre a privare il torneo parigino del suo principale attrattore, scatena una voragine nel ranking ATP. Alcaraz, perdendo i mille punti di Madrid (dove non ha giocato), i mille di Roma e i duemila del Roland Garros, si troverà a fare i conti con un passivo complessivo di circa tremila punti, un’emorragia che lo allontanerà in modo significativo dalla vetta occupata da Jannik Sinner. Per l’altoatesino, va detto, la situazione si trasforma in un’occasione d’oro per blindare il primato: non solo si presenta sulla terra rossa senza il rivale più temibile, ma sa di poter incidere un solco profondo in classifica, magari spingendosi a inseguire quei record storici di punteggio che appartengono a mostri sacri come Novak Djokovic o Roger Federer. Se da un lato il tennis perde uno dei suoi duellanti più spettacolari, dall’altro Sinner si trova a gestire un vantaggio psicologico non indifferente, potendo giocare senza l’incubo di essere ripreso alle spalle dall’iberico.
Cos’è la tenosinovite e i fantasmi di Del Potro e Thiem
Nel dettaglio clinico, la tenosinovite rappresenta un avversario ostico proprio per la sua natura infiammatoria e recidivante. Il dolore, che si manifesta tipicamente sul lato del pollice, impedisce al tennista di impugnare correttamente l’attrezzo, limitando la pronazione e i colpi liftati che sono il marchio di fabbrica del gioco di Alcaraz. Le terapie conservative prevedono riposo assoluto, immobilizzazione, crioterapia e farmaci; ciononostante, la storia di questo sport è costellata di casi illustri che hanno visto le loro carriere gettate nell’ombra da guai analoghi al polso. Basti pensare a Juan Martin del Potro, la cui lotta tormentata contro l’infiammazione lo portò a un ritiro anticipato dopo anni di alti e bassi e interventi chirurgici, o a Dominic Thiem, altro vincitore Slam la cui parabola discendente coincise proprio con la rottura di un equilibrio fisico perfetto. E se è vero che ogni organismo reagisce in modo diverso, è altrettanto vero che nessuno, nemmeno un talento cristallino come Alcaraz, può sentirsi immune da questi precedenti.
L’obiettivo erba e la reazione di Corretja
Mentre in Spagna cresce l’apprensione per il loro erede di Rafa Nadal, l’entourage del giocatore ha già tracciato una linea temporale. L’obiettivo dichiarato, che viene riportato dalle testine iberiche, è quello di un rientro in tempo per il torneo del Queen’s, la tradizionale anticamera di Wimbledon, dove lo spagnolo spera di ritrovare la competitività che gli ha permesso di vincere sull’erba negli anni passati. Ma si tratta di una tabella di marcia ottimistica, perché la guarigione di una tenosinovite non segue tempistiche certe; il rischio di una ricaduta, magari causata da una ripresa troppo ardita, è concreto e potrebbe trasformare una sosta di due mesi in un incubo molto più lungo. A commentare la notizia, e a dare il polso del malumore sportivo, ci ha pensato Alex Corretja, ex numero due del mondo, che ha confessato ai microfoni della Cadena SER una reazione viscerale: appena saputo del forfait da Parigi, la sua prima sensazione è stata di puro sconcerto, quasi un “non prendermi in giro”, nella consapevolezza che il tennis senza Alcaraz sulla terra rossa perde una fetta enorme del suo fascino epico.
Meta Description: infortunio Alcaraz: la tenosinovite lo ferma. Stop a Roma e Parigi, punti persi in classifica e vantaggio Sinner. La diagnosi e il rientro.




