Alcaraz, niente Roma e niente Parigi: il polso ferma lo spagnolo fino a nuovo ordine

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il polso destro di Carlos Alcaraz non guarisce come sperato. Anzi, le ultime valutazioni cliniche – quelle condotte dopo il forfait a Barcellona, che già aveva messo in allarme il suo entourage – hanno restituito un quadro più complesso del previsto. Lo stesso giocatore, poche ore fa, ha annunciato via social network che salterà sia gli Internazionali d’Italia sia il Roland Garros, due appuntamenti chiave sulla terra battuta dove nel 2025 aveva trionfato. “Dopo i risultati degli esami realizzati oggi, abbiamo deciso che la cosa più prudente è non partecipare a Roma e Roland Garros; valuteremo l’evoluzione per decidere quando tornare”: con queste parole, asciutte e misurate, lo spagnolo ha messo nero su bianco uno stop che rischia di allungarsi ben oltre le due competizioni. Nessuna certezza, insomma, nemmeno sulla partecipazione al terzo Slam della stagione, quello londinese di Wimbledon, che a questo punto potrebbe restare un obiettivo troppo vicino nel tempo.

Un’infiammazione insidiosa: la tenosinovite tiene Alcaraz ai box

Dettagli più precisi sulla natura del problema sono arrivati dall’emittente radiofonica spagnola COPE, secondo cui Alcaraz soffre di una tenosinovite al polso destro. Tradotto in termini meno tecnici ma altrettanto significativi: un’infiammazione della guaina che avvolge il tendine, una patologia spesso subdola perché tende a cronicizzare se non si rispetta il riposo assoluto. Proprio per questo, la scelta di rinunciare a due dei tornei più prestigiosi del circuito non è stata dettata solo dal dolore accusato in allenamento, ma dalla consapevolezza – maturata dopo gli esami strumentali – che forzare i tempi avrebbe potuto compromettere l’intera seconda parte dell’anno. Lo spagnolo, di fatto, non potrà difendere i titoli conquistati nel 2025 né al Foro Italico né sulla terra parigina, un doppio vuoto pesante nel suo palmarès e ancor più nel calendario degli impegni.

Ambesi: “Da due-tre settimane a due-tre mesi, il rientro a fine estate è un’ipotesi”

Massimiliano Ambesi, giornalista di Eurosport intervenuto a “TennisMania” su OA Sport (trasmissione condotta da Dario Puppo), ha provato a tracciare uno scenario sui tempi di recupero. “Sono rimasto spiazzato”, ha ammesso, riferendosi alla brusca accelerazione della notizia. E ha aggiunto un elemento chiave: la variabilità della guarigione. “Per Alcaraz possono volerci due-tre settimane come due-tre mesi. Il ritorno a fine estate è un’ipotesi”. Tradotto: non c’è alcuna sicurezza di rivederlo in campo per l’erba di Wimbledon, e nemmeno per la successiva trasferta americana su cemento. La prudenza, in questi casi, diventa l’unica strada percorribile senza rischiare una ricaduta che lo terrebbe fermo ancora più a lungo. Nessun pronostico medico definitivo, nessuna tabella di marcia vincolante: solo un’attesa che potrebbe protrarsi ben oltre la primavera.

Panatta: “Qui si fanno tutti male, Sinner favoritissimo per Roma e Parigi”

Dagli studi della Nuova DS in onda su Rai 2 HD, un’altra voce autorevole ha alzato il livello dell’analisi. Adriano Panatta, senza mezzi termini, ha lanciato un allarme che travalica il singolo caso di Alcaraz. “Qui si fanno tutti male”, ha detto, indicando un sistema che – a suo giudizio – sta sottoponendo i giocatori a un carico insostenibile. Il riferimento immediato è allo stop del campione spagnolo, definito “il caso più eclatante”, ma il discorso si allarga subito al resto del movimento. E proprio in questa fragilità generalizzata, Panatta vede un’occasione per Jannik Sinner: l’azzurro diventa a questo punto il favoritissimo sia per gli Internazionali d’Italia sia per il Roland Garros. Dall’altra parte, la fotografia per Matteo Berrettini è quella di un tennista in crisi, mentre Lorenzo Musetti – nomi fatti dal due volte vincitore del Roland Garros – non viene risparmiato da un giudizio implicito di poca continuità. Il messaggio, insomma, è netto: il tennis moderno sta pagando un prezzo altissimo in termini fisici, e Alcaraz rappresenta solo la punta più visibile di un iceberg destinato a ferire ancora.

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