L’allarme infortunio per Alcaraz: Roma e Parigi a rischio, il polso non dà tregua

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Quello che doveva essere il trampolino di lancio verso la prima parte della stagione su terra battuta, per Carlos Alcaraz si è trasformato in un vero e proprio incubo. L’infortunio al polso destro, subito durante il match d’esordio a Barcellona contro il finlandese Otto Virtanen, si è rivelato più grave delle previsioni iniziali, gettando ombre pesantissime sul prosieguo del suo cammino. Il campione spagnolo, infatti, ha già dovuto rinunciare al Masters 1000 di Madrid e, stando alle ultime voci che circolano nella penisola iberica, potrebbe essere costretto a saltare anche gli Internazionali d’Italia e, conseguentemente, il Roland Garros. Un fermo prolungato che non solo comprometterebbe i suoi obiettivi sportivi, ma avrebbe ripercussioni enormi anche sulla corsa al vertice del ranking mondiale, dove Jannik Sinner, ormai saldamente al comando, potrebbe approfittare dell’assenza del suo rivale per accumulare un vantaggio forse decisivo.

Il mistero sul polso e le parole che preoccupano

A preoccupare non è soltanto la natura dell’infortunio in sé – una capsulite o comunque un problema all’articolazione che richiede un recupero molto lento – ma l’assoluta mancanza di certezze sui tempi di recupero. Dopo il ritiro dal torneo catalano, lo stesso Alcaraz ha parlato chiaramente in conferenza stampa, ammettendo che la situazione è peggiore di quanto lui e il suo team avessero immaginato: “Ho sentito il polso cedere, ed è più grave di quanto mi aspettassi”, ha dichiarato, aggiungendo di dover ascoltare il proprio per evitare ripercussioni future. Parole che sanno di resa, per un ragazzo che invece, in passato, aveva spesso forzato il ritorno in campo. Se inizialmente si parlava di un ottimistico stop di appena due settimane, ora dalle sue stesse dichiarazioni trapela un cauto pessimismo. La partecipazione al Foro Italico, in programma dal 6 maggio, è appesa a un filo, e i margini per recuperare in vista della seconda prova del Grande Slam (24 maggio) si fanno sempre più stretti.

La resa dei conti nel ranking e i punti pesanti da difendere

L’aspetto forse più amaro per il murciano, oltre alla beffa dell’ennesimo infortunio, è il danno che questo stop provocherà alla sua classifica. Alcaraz si presenta a questo giro di appuntamenti sulla terra rossa con un carico di punti mostruoso da difendere, frutto dei trionfi dell’anno precedente proprio a Roma e a Parigi. Nella capitale italiana, in particolare, deve difendere il titolo e i 1000 punti del Masters 1000, mentre al Roland Garros deve mettere al sicuro i 2000 punti conquistati nella finale dell’edizione 2025. Un totale di 3000 punti che rischia di vedere svanire nel giro di poche settimane, se il polso non dovesse rispondere alle cure. Se a questi si somma la perdita dei 330 punti della finale di Barcellona (quest’anno uscito agli ottavi), il distacco da Siner, che in Spagna non difende praticamente nulla e arriva carico di fiducia, potrebbe diventare abissale, chiudendo di fatto qualsiasi discorso relativo alla riconquista del numero uno per molti mesi.

Una scelta obbligata tra la fretta e la prudenza

Di fronte a questo scenario, Alcaraz e il suo entourage si trovano davanti a un bivio obbligato. Da un lato, c’è la pressione mediatica e l’ansia di non voler saltare i tornei più importanti della stagione, quelli che lo hanno consacrato al grande pubblico; dall’altro, la consapevolezza che il polso è un’articolazione delicatissima e che un rientro affrettato potrebbe compromettere l’intera carriera o, quantomeno, l’intera annata. La sensazione che filtra dalla stampa spagnola è quella di un rassegnato realismo: nella migliore delle ipotesi, Alcaraz giocherà Roma con una preparazione ridotta al minimo, utilizzando il torneo come un collaudo per Parigi, ma correndo il rischio di arrivare al suo obiettivo principale senza la migliore condizione fisica o mentale. Qualora invece decidesse di saltare anche il Masters 1000 italiano, allora il suo esordio al Roland Garros avverrebbe senza nessuna gara di preparazione sul rosso, un azzardo enorme se si considera il livello di competitività del circuito. Il tempo, insomma, è scaduto per il campione di El Palmar, costretto ancora una volta a fermarsi proprio mentre stava provando a imprimere la svolta alla sua stagione.

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