Svezia e Turchia ai Mondiali, l’Italia resta in attesa: i verdetti della notte dei playoff
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Redazione Sport
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Nella notte che doveva consegnare i primi veri verdetti sul cammino verso la Coppa del Mondo 2026, le gare di ritorno (o meglio, le finali secche) dei playoff europei hanno regalato emozioni, ribaltoni e quel sottile senso di liberazione che solo la qualificazione a una rassegna iridata sa offrire. A fare festa, per il momento, sono la Svezia e la Turchia: due nazionali che, seppur con percorsi e sofferenze diverse, hanno strappato il pass per il continente americano, lasciando sul ciglio della strada rispettivamente Polonia e Kosovo. Per l’Italia, invece, la notte si è fatta lunga, con il destino della Nazionale di Gattuso ancora in bilico, costretta ai tempi supplementari contro la Bosnia-Erzegovina in una partita che sapeva di dentro o fuori fin dal primo minuto.
L’entusiasmo più autentico, in salsa tricolore, arriva però dalla panchina turca. Vincenzo Montella, l’ex centravanti romanista che in questo ciclo ha plasmato una squadra giovane e dinamica, ha centrato quello che è forse il risultato più importante della sua carriera in nazionale. La Turchia torna così a un Mondiale ventiquattro anni dopo l’impresa del 2002, quando si classificò terza in Corea del Sud e Giappone. L’approdo in Canada, Stati Uniti e Messico è arrivato al termine di una gara sporca, giocata sul difficile campo del Kosovo, dove l’unico acuto è arrivato al 53° minuto: Kerem Aktürkoglu ha raccolto un suggerimento in area e, con un tocco preciso, ha battuto il portiere avversario, consegnando la vittoria per 1-0 alla sua squadra. Un risultato, questo, che ha fatto esplodere di gioia il commissario tecnico italiano e una squadra che, tra i suoi punti di riferimento, schiera il regista dell’Inter Hakan Calhanoglu, sceso in campo dal primo minuto nonostante qualche acciacco fisico per guidare i compagni verso l’obiettivo. Per la selezione kosovara, invece, si ferma proprio sull’ultimo gradino un sogno di partecipazione mondiale che sarebbe stato storico.
Se la vittoria della Turchia è stata una questione di sostanza e cinismo, lo spettacolo offerto a Solna, tra Svezia e Polonia, ha avuto il sapore delle grandi notti di calcio. Un match dai continui capovolgimenti di fronte, conclusosi sul punteggio di 3-2 con un vero e proprio colpo di scena nel finale. A sbloccare la partita ci ha pensato Anthony Elanga al 19’, ma gli ospiti, trascinati dal poliedrico Nicola Zalewski, non ci hanno messo molto a rispondere: il laterale dell’Atalanta ha firmato il pareggio al 33’ con un diagonale che ha sorpreso la retroguardia scandinava. La reazione svedese è stata immediata, tanto che prima dell’intervallo Gustaf Lagerbielke ha riportato avanti i padroni di casa. Nella ripresa, però, la Polonia ha trovato nuovamente la forza di reagire: Karol Swiderski ha firmato il 2-2 al 55’, riaprendo di fatto le danze e facendo presagire un supplementare dalle tinte roventi. Invece, proprio quando la partita sembrava avviarsi verso i tempi supplementari, è arrivata la stoccata decisiva di Viktor Gyokeres. L’attaccante, già protagonista nella semifinale di questo stesso percorso, ha raccolto una respinta in area all’88’, insaccando la rete che vale la qualificazione e regalando ai suoi la tredicesima partecipazione alla Coppa del Mondo.
Lo sguardo, per gli appassionati italiani, resta inevitabilmente puntato sugli altri campi. Oltre alla gara tra Bosnia e Italia, anche l’altra finalissima del Percorso D, quella tra Repubblica Ceca e Danimarca, è terminata in parità (1-1) al termine dei novanta minuti, costringendo le due contendenti a giocarsi il tutto per tutto nei supplementari. L’attenzione rimane alta anche in virtù del nuovo format del torneo, che si preannuncia come il più lungo e articolato della storia. L’edizione del 2026, infatti, sarà ospitata da tre nazioni – Canada, Stati Uniti e Messico – e vedrà per la prima volta la partecipazione di 48 squadre, suddivise in dodici gironi da quattro. Una formula rivoluzionaria che prevede poi un tabellone a eliminazione diretta con sedicesimi di finale, dove accederanno le prime due di ogni raggruppamento e le migliori otto terze, per un totale di 104 partite che animeranno l’estate americana.
La notte dei verdetti e le nuove sfide mondiali
A spezzare l’equilibrio delle altre finali, oltre al gol di Akturkoglu per la Turchia, ci ha pensato la doppietta decisiva (quella vera) di Gyokeres in Svezia, capace di spegnere le speranze polacche. La selezione di Montella, superato l’ostacolo Kosovo, potrà ora guardare al sorteggio con la consapevolezza di aver scritto una pagina storica per il calcio del proprio paese. Per l’Italia di Gattuso, ancora in campo oltre i novanta minuti, la tensione resta altissima. Il match di Zenica contro la Bosnia rappresenta un passaggio delicatissimo, con la posta in palio che vale non solo la qualificazione al torneo, ma anche la possibilità di riscattare una stagione complicata. Le altre finali, invece, hanno già definito le prime due nazionali che andranno a completare il quadro dei 48 partecipanti, aggiungendo due nomi di peso a una lista che attende ancora di definire gli ultimi biglietti disponibili.




