Oscar 2027, l’Academy dice no all’ia e apre alle doppie candidature

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   L’Academy of Motion Picture Arts and Sciences ha messo mano al regolamento per la 99ª edizione degli Oscar, quella che si terrà nel 2027, con una serie di modifiche che toccano tre nervi scoperti dell’industria cinematografica: l’intelligenza artificiale, la competizione tra attori e la rappresentanza internazionale. La decisione, annunciata il primo maggio, arriva dopo mesi di dibattito interno – alimentato anche dai sempre più frequenti casi di sceneggiature “assistite” da modelli generativi – e introduce un principio chiaro: nessuna macchina potrà mai salire sul palco a ritirare una statuetta.

Una stretta definitiva sull’intelligenza artificiale

La posizione dell’Academy, già cauta negli anni scorsi verso l’uso di attori sintetici o volti ricostruiti digitalmente, si è fatta ora netta e senza zone grigie. Per poter competere, una performance dovrà essere “dimostrabile come eseguita da esseri umani”, così come una sceneggiatura dovrà risultare “scritta da autori umani”. Nessuna deroga è prevista per i copioni nati da un prompt, né per le interpretazioni generate da algoritmi. Si tratta, a tutti gli effetti, di una linea tracciata nella sabbia – qualcuno dentro l’Academy l’ha definita persino “una questione di dignità” – che esclude qualsiasi forma di contendente non biologico dalla corsa alla statuetta. Le nuove regole non menzionano sanzioni specifiche, ma la premessa è implicita: la verifica della paternità umana ricadrà sui produttori, sotto giuramento e con dichiarazioni dettagliate.

Doppie candidature per gli attori, anche nella stessa categoria

Novità di rilievo arriva anche per le categorie interpretative. L’Academy ha infatti dato il via libera a candidature multiple per uno stesso attore o attrice persino all’interno della stessa categoria. Una scelta che rompe una consuetudine decennale – finora un interprete poteva concorrere con un solo ruolo per ogni premio – e che riflette la crescente complessità delle performance in un’epoca di produzioni seriali e personaggi stratificati. Un attore protagonista in due film diversi, entrambi giudicati meritevoli, potrà dunque ottenere due nomination come miglior attore nello stesso anno. La regola, va detto, non introduce limiti numerici teorici, lasciando ai comitati di selezione il compito di gestire casi limite. Qualche membro dell’Academy ha già sollevato dubbi sulla possibile cannibalizzazione dei voti, ma la maggioranza ha prevalso spinta dall’evidenza di interpretazioni eccelse concentrate in dodici mesi.

Più film dallo stesso Paese per il miglior film internazionale

Un’altra modifica riguarda la categoria del miglior film internazionale, storicamente legata a una regola ferrea: un solo titolo per nazione. L’Academy ha deciso di abolire questo vincolo, aprendo alla possibilità che più film di uno stesso Paese accedano alla corsa. Una svolta che premia le cinematografie più prolifiche – si pensi a Francia, Giappone o Italia – senza però eliminare i criteri di qualità preesistenti. Ogni Paese continuerà a presentare la sua rosa di candidati secondo le proprie procedure interne, ma l’Academy si riserva di selezionare più di uno tra quelli ritenuti idonei. La decisione, maturata dopo ripetute richieste da parte di numerose industrie nazionali, mira a ridurre il paradosso per cui un’annata eccezionale per il cinema di una nazione veniva comunque costretta a un solo rappresentante. Nessuna quota minima o massima è stata fissata, lasciando spazio a una valutazione caso per caso.

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