Mercedes AMG GT XX, la maratona elettrica di Nardò che riscrive la storia

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Sull’Anello di Nardò, dove l’asfalto pugliese è stato per decenni il banco di prova delle ambizioni dei costruttori globali, Mercedes-AMG ha inscenato una performance di resistenza che va ben oltre la semplice dimostrazione di forza. La Concept AMG GT XX, un prototipo elettrico ad alte prestazioni, ha infatti stabilito venticinque record mondiali, eguagliando e superando un’impresa che il marchio della stella conosce bene: quella della 190 E 2.3-16, la quale, nel 1983, stabilì proprio a Nardò nove record di classe. L’obiettivo, questa volta, era però più ambizioso e totalmente inedito, concentrandosi non sulla velocità massima ma sulla capacità di sostenerla ininterrottamente, giorno e notte.

Il culmine di questa maratona è stato il primato assoluto di distanza percorsa in ventiquattro ore da un’autovettura elettrica. La vettura ha coperto una distanza di 5.479 chilometri, l’equivalente di un viaggio da Milano al Circolo Polare Artico e ritorno, mantenendo una velocità media di circa 300 km/h. Un risultato che, per essere compreso, necessita di un paragone: esso supera di oltre 1.500 chilometri il precedente record, stabilito appena ad agosto da una vettura cinese. Ciò è stato reso possibile non solo dall’efficienza del powertrain ma anche da un sistema di ricarica ultrarapida da 900 kW, che ha minimizzato le soste, permettendo di riprendere la pista in tempi brevissimi.

Tuttavia, l’impresa non si è esaurita in un solo giorno. La macchina ha proseguito la sua corsa fino a completare, in sette giorni, ventiquattro minuti e sette secondi, un percorso totale di 40.075 chilometri. Questa distanza, che corrisponde simbolicamente alla circonferenza terrestre, è stata coperta sempre a una media di 300 km/h, un dato che trasforma il gesto simbolico in un fatto tecnico di assoluto rilievo. L’operazione, nel suo insieme, serve a dimostrare la “ripetibilità delle prestazioni elettriche”, ovvero la capacità di sopportare sollecitazioni estreme e prolungate senza quel decadimento che spesso viene associato ai propulsori a batteria

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