Olly, il no all'Eurovision e la difesa della manager Marta Donà
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Olly, fresco vincitore del Festival di Sanremo 2025, si è ritrovato al centro di un vortice mediatico che va oltre la sua vittoria. Dopo aver conquistato il palco dell’Ariston con Tu sei il mattino, brano che ha fatto il giro del mondo ancor prima di essere presentato ufficialmente, il cantautore genovese ha deciso di rinunciare alla partecipazione all’Eurovision Song Contest, lasciando il posto a Lucio Corsi, secondo classificato a Sanremo con Volevo essere un duro. Una scelta che ha scatenato polemiche e speculazioni, alimentate anche dal Tapiro d’oro consegnatogli da Valerio Staffelli di Striscia la Notizia, simbolo satirico di chi finisce nel mirino della critica.
La rinuncia di Olly all’Eurovision, evento che dal 1956 riunisce i Paesi europei in una competizione musicale, ha riaperto un dibattito sul valore e sull’attualità della kermesse. Sebbene l’Italia abbia vissuto momenti di gloria con artisti come Gigliola Cinquetti, Toto Cutugno e, più recentemente, i Maneskin, vincitori nel 2021, il rapporto con l’Eurovision è stato spesso altalenante. Basti pensare che dal 1998 al 2010 il Paese ha disertato la competizione, segno di un disinteresse che oggi sembra superato, ma non del tutto.
Olly, però, ha chiarito le ragioni del suo passo indietro: «Non vado perché ho già il mio tour, con tanta gente che vuole sentirmi». Una decisione che nulla avrebbe a che fare con l’impossibilità di utilizzare l’autotune, come qualcuno aveva insinuato. «Se fosse per questo motivo, l’avrei detto», ha ribadito il cantante, sottolineando come la sua scelta sia dettata da impegni già fissati e non da limitazioni tecniche o artistiche.
A fare da contraltare alle critiche, però, c’è la figura di Marta Donà, manager di Olly, spesso indicata come la vera artefice del suo successo. Una narrazione che il cantante ha voluto smontare, difendendo la professionista: «Marta si merita il successo perché è una brava professionista: si impegna tanto e quindi ha avuto tanti grandi risultati». Parole che non solo riconoscono il lavoro della Donà, ma che ribadiscono come il trionfo a Sanremo sia frutto di un percorso condiviso, non di un’abile regia.
Intanto, Lucio Corsi si prepara a rappresentare l’Italia a Basilea, dove dal 13 al 17 maggio si terrà la prossima edizione dell’Eurovision. Con Tu sei il mattino, brano già virale su Spotify e lanciato durante la terza stagione di Vita da Carlo, Corsi ha dimostrato di poter competere su scala internazionale, confermando come Sanremo continui a essere una rampa di lancio per artisti emergenti.




