Le mani di Marta Donà su Sanremo: talento o dietrologia?
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
Marta Donà, classe 1983, laureata in Scienze della Comunicazione a Verona e con un passato da ufficio stampa Sony, è oggi una delle figure più discusse del panorama musicale italiano. Con tre vittorie consecutive al Festival di Sanremo e quattro negli ultimi cinque anni, il suo nome è diventato sinonimo di successo, ma anche di polemiche. La domanda che molti si pongono è semplice: è possibile vincere con questa frequenza senza un aiuto “esterno”?
Il dibattito, che ha preso piede soprattutto sui social, ha trasformato la figura di Donà in un simbolo, alimentando teorie complottiste e sfiducia verso un sistema che, agli occhi di molti, sembra ormai predeterminato. Il popolo del web, sempre pronto a scavare dietro le quinte, ha fatto della manager un bersaglio, accusandola di manipolare i risultati del festival. Un fenomeno che, in qualche modo, ha dato un carattere politico all’edizione astensionista di Carlo Conti, il quale aveva cercato di tenere alla larga qualsiasi forma di dissenso o malcontento.
Eppure, i numeri parlano chiaro: Sanremo 2023 è stato un successo in termini di ascolti, nonostante il clima glaciale e militare che lo ha caratterizzato. Ma il dopo Sanremo, si sa, è spesso più divertente del festival stesso. Tra chi segue ogni serata con dedizione e chi si limita a cliccare sui social i video dei momenti più discussi, il dibattito su Marta Donà non accenna a placarsi.
Il caso ha raggiunto il suo apice con l’emergere di un altro nome: Ivan Rota, agente di Olly, uno degli artisti che hanno trionfato sotto la guida di Donà. La domanda che molti si pongono è: di chi è davvero l’agente Marta Donà? Un interrogativo che ha alimentato ulteriormente il sospetto, trasformando il festival in un campo di battaglia tra chi crede nel talento e chi vede ovunque il “gomblotto”.
Intanto, tra le storie che hanno animato il backstage, spicca quella di Simone Cristicchi, che ha raccontato un aneddoto toccante sulla madre, affetta da Alzheimer. Ascoltando la canzone Quando sarai piccola, la donna si è commossa, ma ha subito precisato di non essere ancora “ringiglionita”. Cristicchi le ha risposto: “È per il futuro, quando sarai piccola”. Una frase che, al di là del contesto, sembra quasi una metafora del rapporto tra il pubblico e Sanremo: un’attesa continua, tra speranza e disillusione.
Non mancano, infine, i tentativi di distensione tra i big del mondo dello spettacolo. Chiara Ferragni e Giovanni Tronchetti Provera, ad esempio, hanno dato prova di avviare un dialogo, dimostrando che, nonostante le polemiche, c’è sempre spazio per un confronto.




