Marta Donà, la mente dietro le vittorie di Sanremo
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Marta Donà, manager di artisti del calibro di Olly, Marco Mengoni, Angelina Mango e i Maneskin, si conferma una figura chiave nel panorama musicale italiano, capace di trasformare talenti emergenti in vincitori del Festival di Sanremo. La sua capacità di individuare potenzialità e di guidare carriere con precisione strategica l’ha resa una sorta di Mahmood del management, un’artefice di successi che, quando decide di puntare su un artista, spesso lo porta a trionfare sul palco dell’Ariston.
L’ultima dimostrazione arriva dalla 75esima edizione del festival, vinta dal 24enne genovese Olly, che ha superato di un soffio Lucio Corsi, considerato da molti l’outsider più affascinante della competizione. Olly, con il suo stile e la sua voce, ha conquistato non solo il pubblico, ma anche la giuria di esperti, che lo ha premiato nonostante il favore del televoto fosse diviso.
Dietro questa vittoria, però, c’è molto più di un semplice talento artistico. C’è il lavoro di Marta Donà, che ha saputo costruire un percorso solido per Olly, così come aveva già fatto con Mengoni, Mango e i Maneskin. La sua storia con Mengoni, in particolare, è emblematica: quando l’artista le propose di diventare il suo manager, Donà inizialmente rifiutò, sostenendo di non sentirsi all’altezza. «Gli ho dato una mano e l’ho portato dai più grandi manager del tempo», racconta. Ma Mengoni, dopo averli incontrati, tornò da lei, dicendole: «Dove non arrivi tu, ci arrivo io. Proviamoci!». Una fiducia che ha portato Donà a lasciare Sony e a dedicarsi completamente a lui, aprendo la strada a una carriera straordinaria.
Non mancano, però, le polemiche. Dopo la vittoria di Olly, i complottisti hanno iniziato a diffondere teorie bizzarre, come quella legata alle cuffie che il cantante indossava al collo poco prima della proclamazione. Un dettaglio insignificante, diventato però un pretesto per alimentare sospetti. A ciò si aggiunge il tormentone del numero 15, lo stesso che Angelina Mango aveva l’anno scorso, e che alcuni hanno interpretato come un segno predestinato.
Ma la verità è che il successo di Olly è frutto di un lavoro meticoloso, che ha coinvolto non solo il pubblico, ma anche la giuria di esperti. Come sottolineato da alcuni osservatori, il voto della Stampa, Radio, Tv e Web è stato determinante: mentre Lucio Corsi ha conquistato molti primi posti tra i critici, Olly si è posizionato costantemente al secondo, accumulando un vantaggio decisivo.




