La Global Sumud Flotilla, una flotta internazionale per Gaza, si appresta a salpare
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Redazione Interno
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Una flotta internazionale, composta da decine di imbarcazioni provenienti da quarantaquattro paesi diversi, si prepara a salpare alla volta di Gaza con l’obiettivo dichiarato di rompere l’assedio navale israeliano e portare aiuti umanitari alla popolazione stremata. L’iniziativa, battezzata “Global Sumud Flotilla”, rappresenta l’esito di una complessa operazione di coordinamento tra diverse realtà, quali la Freedom Flotilla Coalition, il Global Movement for Gaza e il Maghreb Sumud Convoy, che hanno unito le forze per dar vita a questa impresa. Le partenze, previste a partire dal 31 agosto, avverranno da più punti: alcune navi leveranno l’ancora dalla Spagna per poi congiungersi con altre in Sicilia, mentre un secondo gruppo prenderà il largo dalla Tunisia, in un tentativo di convergere verso la Striscia.
In Italia, il sostegno all’operazione ha assunto dimensioni notevoli, trasformandosi in una mobilitazione diffusa che ha coinvolto amministrazioni locali e semplici cittadini. A Savona, ad esempio, è stata raccolta una quantità impressionante di beni di prima necessità, superiore alle venti tonnellate, grazie all’impegno profuso da centinaia di volontari, associazioni e imprese del territorio che hanno risposto all’appello di “Music for Peace”. Un risultato straordinario, conseguito in tempi brevissimi, che dimostra la vastità dell’adesione all’iniziativa e la volontà di contribuire concretamente a un gesto di solidarietà internazionale, il cui carico verrà stivato sulle navi pronte a salpare.
Anche la provincia di Pavia ha dato il suo contributo, raccogliendo cinque tonnellate e mezzo di generi alimentari e cibo, destinati a una popolazione che, come denunciano numerose organizzazioni umanitarie, versa ormai in condizioni disperate e affronta il rischio concreto di carestia. Questo carico, così come quello savonese, troverà posto sulle imbarcazioni che partiranno dal porto di Genova nel corso del fine settimana, in un viaggio il cui esito è quanto mai incerto, dati i precedenti storici e la ferma opposizione del governo israeliano a qualsiasi tentativo di forzare il blocco via mare.




