Carbonara, il Corpo di Michelangelo Scamarcia trovato in un negozio: il titolare fermato per omicidio
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Redazione Interno
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Una macabra scoperta ha sconvolto la tarda mattinata di venerdì 1° maggio nel quartiere Carbonara di Bari, dove i carabinieri della Compagnia San Paolo hanno rinvenuto il cadavere di Michelangelo Scamarcia, un uomo di 68 anni, all’interno di un esercizio commerciale situato in piazza Umberto. La vittima, di cui non si avevano notizie dal 31 marzo nonostante la denuncia di scomparsa presentata dai familiari – gli stessi che avevano anche lanciato un appello attraverso la trasmissione televisiva "Chi l’ha visto?" –, è stata trovata in avanzato stato di decomposizione, avvolta in buste per l’imballaggio. Gli inquirenti, sin dai primi rilievi, hanno escluso l'ipotesi di una morte naturale, orientando le indagini verso l'omicidio, motivo per cui il titolare del negozio, un cittadino di nazionalità cinese, è stato immediatamente fermato e condotto in caserma per essere interrogato.
Un ultimo messaggio e i movimenti sospetti sul bancomat
Il filo conduttore che ha portato i militari a varcare la porta di quell’attività commerciale – un locale che vende abbigliamento e articoli per la casa e che risultava regolarmente aperto al pubblico – è rappresentato da anomalie finanziarie riconducibili alla vittima. Scamarcia, che viveva da solo, aveva inviato un ultimo messaggio ai parenti il giorno della sua scomparsa, annunciando un rientro a casa previsto per la serata; rientro che, però, non è mai avvenuto. Nei giorni successivi, gli investigatori hanno accertato una serie di tentativi di pagamento elettronico e di prelievo bancomat effettuati proprio in prossimità di quel negozio di piazza Umberto, un dettaglio che ha trasformato il semplice caso di persona scomparsa in una scena del crimine potenziale, suggerendo un utilizzo non autorizzato delle carte dell'uomo dopo la sua sparizione.
Il sopralluogo della scientifica e i primi rilievi
Sul posto, oltre ai carabinieri della Compagnia San Paolo, è intervenuta tempestivamente la Sezione Investigazioni Scientifiche del Comando Provinciale di Bari, chiamata a effettuare rilievi fondamentali per ricostruire la dinamica dei fatti. Il, in avanzato stato di decomposizione, è stato trovato accuratamente avvolto in sacchi o buste di cellophane, una modalità di occultamento che, per i investigatori, rafforza l'ipotesi che si tratti di un omicidio volontario anziché di un incidente o di un malore. Non sono stati comunque riscontrati a un primo esame visivo segni evidenti di colpi d'arma da fuoco o da taglio; resta dunque centrale l'attesa per l'esame autoptico, che dovrà chiarire con esattezza le cause del decesso e, se possibile, il momento preciso in cui la vita dell'uomo si è interrotta. La Procura della Repubblica di Bari ha aperto un fascicolo per omicidio, coordinando ogni accertamento per fare piena luce sulla vicenda.
Tensione in piazza: la folla contro il titolare
Mentre si svolgevano i rilievi e il triste recupero della salma, all'esterno del negozio si è radunata una folla numerosa, composta da residenti e conoscenti della vittima. La tensione è rapidamente degenerata nel momento in cui i carabinieri hanno scortato fuori dall'esercizio commerciale il titolare, l'uomo di origini cinesi sottoposto a fermo. Alcune persone presenti, strappatesi dal gruppo, hanno tentato di scagliarsi contro l'indagato, inveendo con urla e insulti nei suoi confronti; i militari hanno dovuto letteralmente proteggere il fermato per evitare un linciaggio, riuscendo a farlo salire sull'auto di servizio e ad allontanarlo rapidamente dalla piazza. Questa reazione popolare, seppur comprensibile di fronte all'orrore di un omicidio, testimonia il clima di profondo sdegno che si è creato nel rione Carbonara, dove la notizia del ritrovamento ha cancellato ogni speranza che i familiari nutrivano ancora riguardo al ritorno a casa del 68enne.




