Inter, il conto alla rovescia per lo scudetto: si festeggia (forse) il 10 maggio
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Redazione Sport
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Il countdown, ormai, è solo una formalità burocratica che il calendario e la matematica impongono di rispettare. L’Inter, forte del +9 sul Napoli e con un margine che a sei giornate dal termine profuma già di tricolore, ha praticamente chiuso i discorsi che contano, riducendo le residue speranze degli inseguitori a un esercizio statistico privo di reale consistenza. La vittoria per 4-3 sul Como – maturata al termine di una rimonta che sapeva di destino segnato – e il contemporaneo pareggio degli azzurri a Parma hanno consegnato a Cristian Chivu il primo vero match point della sua gestione, lasciando ai nerazzurri il lusso di gestire un vantaggio che nessuno, nell’era dei tre punti, è mai riuscito a sprecare in questa fase.
La data cerchiata in rosso
Per capire quando la squadra potrà alzare concretamente al cielo il ventunesimo titolo, bisogna armarsi di calcolatrice e osservare i due scenari principali che si delineano all’orizzonte. Con diciotto punti ancora in palio, agli uomini di Chivu ne servono appena dieci per chiudere il conto, un bottino che appare ampiamente alla portata viste le prestazioni offerte nelle ultime uscite. L’ipotesi più ottimistica, se così si può definire trattandosi di una passeggiata trionfale, vedrebbe l’Inter chiudere i giochi già alla trasferta di Torino contro il Torino, prevista per il 26 aprile. Perché ciò accada, però, servirebbe un incastro di risultati favorevoli – ovvero due vittorie di fila dei nerazzurri contro Cagliari e Toro, abbinate a due passi falsi del Napoli – che trasformerebbe il vantaggio in un divario incolmabile.
L’aritmetica non mente
Spostando lo sguardo su uno scenario più realistico, quello che non dipende cioè dagli altrui inciampi, la data da segnare sul calendario diventa il 10 maggio. In quella data, che corrisponde alla 36ª giornata, l’Inter scenderà in campo sul difficile campo della Lazio all’Olimpico. In questo caso, e il condizionale è d’obbligo solo per scaramanzia, basterebbe che la squadra conquistasse dieci punti nel mini-ciclo di quattro partite che la separa da quel match (senza quindi dover guardare al risultato del Napoli) per ritrovarsi matematicamente campione d’Italia al fischio finale. L’allungo decisivo di Como ha insomma permesso a Chivu di guardare con serenità al futuro prossimo, potendo contare su un organico che ha dimostrato, come sottolineato dal giornalista Sebastiano Vernazza sulle pagine della Gazzetta dello Sport, di saper ribaltare anche le derive psicologiche più nefaste, come quella del doppio svantaggio iniziale contro i lariani.
I numeri e il peso della rimonta
A certificare la superiorità schiacciante della corazzata nerazzurra ci pensano anche i modelli algoritmici, con Football Meets Data che assegna alla squadra una probabilità di vittoria finale del titolo pari al 99% dopo l’impresa di Como. Il match del Sinigaglia è stato un microcosmo perfetto di questa stagione interista: la facilità di segnare anche quando tutto sembrava perduto, la capacità di colpire allo scadere del primo tempo – la legge del gol di Thuram che stoppa sul nascere ogni crisi – e la solidità mentale di una squadra che non ha accusato il colpo nonostante il 2-0 iniziale. I doppiette di Marcus Thuram e Denzel Dumfries, quest’ultimo tornato protagonista dopo un lungo stop, hanno spazzato via i timori legati all’assenza del solito Lautaro, dimostrando che questa Inter non dipende dalla grazia di un singolo ma dalla potenza di fuoco collettiva.




