Decreto Paesi sicuri, il giudice del no
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Redazione Interno
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Marco Gattuso, presidente del collegio del Tribunale di Bologna, ha disposto il rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia dell'Unione Europea del decreto Paesi sicuri, un provvedimento corposo e articolato, definito «ineccepibile» dai suoi colleghi. Gattuso, profondo conoscitore del diritto europeo, è noto anche per il suo impegno in favore dei diritti delle persone Lgbtqia+ e dei figli delle coppie omogenitoriali.
Il premier Giorgia Meloni, durante la trasmissione "Porta a Porta" su Rai1, ha criticato duramente il rinvio del decreto, definendo le argomentazioni del Tribunale di Bologna «da volantino propagandistico». Meloni ha inoltre rivelato di aver ricevuto minacce di morte dai trafficanti di esseri umani in relazione al protocollo d'intesa con l'Albania, che prevede la gestione dei flussi migratori attraverso centri situati nel paese balcanico. La premier ha difeso il protocollo, sostenendo che la sua strategia stia funzionando nonostante l'ostruzionismo.
Nel frattempo, in Liguria, si è registrata una vittoria per il governo, mentre emergono nuovi scandali legati a dossieraggi e attacchi giudiziari al decreto Albania. La manovra economica e lo sciopero "preventivo" indetto da Cgil e Uil contro il governo sono altri temi caldi del dibattito politico.
Gattuso, al di fuori delle aule di giustizia, è conosciuto per il suo impegno in favore dei diritti civili, un aspetto che ha suscitato reazioni contrastanti.




