Tribunale di Catania disapplica il decreto sui "paesi sicuri"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il decreto legge sui "paesi sicuri", recentemente emanato dal governo italiano, ha subito un duro colpo: il Tribunale di Catania ha deciso di disapplicarlo, liberando cinque richiedenti asilo provenienti da Egitto e Bangladesh, trattenuti nel centro di Modica. La decisione, firmata dal presidente della sezione specializzata in immigrazione Massimo Escher, si basa sulla valutazione che tali paesi non possano essere considerati sicuri.

Le argomentazioni del tribunale etneo, già utilizzate in precedenti casi riguardanti Tunisia, Bangladesh ed Egitto, mettono in evidenza come le "schede paese", che descrivono le situazioni di ciascuno Stato, non siano compatibili con il dettato della legge. In particolare, per quanto riguarda la Tunisia, Escher aveva già sottolineato lo scorso anno come la situazione socio-politica del paese fosse gravemente deteriorata, con un incremento delle proteste dovute alla crisi politica, sociale ed economica.

Il decreto sui "paesi sicuri", stilato recentemente da Palazzo Chigi, è stato impugnato dal tribunale di Catania, che ha ritenuto non conforme al diritto dell'Unione europea la designazione di Egitto e Bangladesh come paesi sicuri. In Egitto, infatti, si registrano gravi violazioni dei diritti umani che compromettono le libertà fondamentali di un ordinamento democratico.

La decisione del tribunale di Catania ha suscitato reazioni contrastanti. Da un lato, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha espresso preoccupazione per il ripetersi di decisioni simili, come quella del Tribunale di Roma che non ha convalidato il trattenimento dei migranti nel Cpr in Albania. Dall'altro, il vicepremier Matteo Salvini ha criticato duramente i magistrati, accusandoli di essere "comunisti".

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