Troppi fronti aperti per la Consulta: dai dossier scottanti all’elezione dei nuovi giudici
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Redazione Interno
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La Corte Costituzionale si trova oggi a dover affrontare una serie di questioni delicate, che spaziano dal tema del terzo mandato alle riforme pensionistiche, passando per casi di abuso d’ufficio. Un carico di lavoro non indifferente, che si somma all’attenzione costante del Quirinale, sempre più coinvolto negli sviluppi giudiziari e nelle vicende internazionali. Proprio per questo, nelle ultime ore, il governo guidato da Giorgia Meloni ha dato il via libera all’accordo bipartisan raggiunto tra i partiti per l’elezione dei quattro nuovi giudici costituzionali. Un passaggio cruciale, considerato il quorum necessario dei tre quinti, che ha permesso di ricostituire il plenum della Consulta dopo mesi di incertezze.
Tre dei quattro seggi vacanti erano rimasti scoperti da dicembre scorso, mentre quello lasciato libero da Silvana Sciarra, presidente emerita della Corte, era addirittura vacante dal novembre 2023. L’elezione dei nuovi giudici, avvenuta giovedì 13 febbraio a Montecitorio, ha visto protagonisti Francesco Saverio Marini, Roberto Cassinelli, Massimo Luciani e Maria Alessandra Sandulli. Nomi che sono stati al centro di lunghe trattative tra le forze politiche, culminate in una telefonata risolutiva tra Giorgia Meloni e la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein.
Tra i nuovi eletti spicca la figura di Roberto Cassinelli, avvocato genovese ed ex parlamentare di Forza Italia, che ha espresso “enorme soddisfazione” per la nomina, sottolineando però il peso della responsabilità che ne deriva. Cassinelli, già noto per il suo ruolo nella definizione del premierato, rappresenta uno dei volti più emblematici di questa nuova fase della Consulta. Accanto a lui, Massimo Luciani, esperto di diritto costituzionale, e Maria Alessandra Sandulli, già impegnata in ambito accademico e giuridico, completano un quadro di competenze eterogenee.
Giorgia Meloni, a nome proprio e del governo, ha inviato un messaggio di auguri ai nuovi giudici, esprimendo soddisfazione per l’ampio accordo raggiunto tra le forze parlamentari. Un risultato non scontato, considerata la complessità delle trattative e la delicatezza dei dossier che attendono la Corte. Tra questi, spiccano questioni come il terzo mandato, tema che divide da anni la politica italiana, e le riforme pensionistiche, sempre al centro del dibattito pubblico.
L’elezione dei nuovi giudici rappresenta dunque un passo importante per la Corte Costituzionale, chiamata a navigare in acque sempre più agitate. Con un plenum finalmente completo, la Consulta potrà affrontare con maggiore autorevolezza i numerosi fronti aperti, tra cui spiccano anche casi di cronaca nera che richiedono attenzione e rigore. Senza dimenticare le pressioni internazionali, che rendono il lavoro della Corte ancora più complesso e delicato.




