Napoli, sciolto il comune di Caserta per infiltrazioni di camorra. Aprilia e due paesi calabresi commissariati

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Terremoto politico a Caserta, dove per la prima volta nella sua storia il capoluogo campano è stato sciolto a causa delle infiltrazioni della camorra. La decisione, presa nella serata di ieri dal consiglio dei ministri, mette fine all’amministrazione del sindaco del Pd Carlo Marino, che avrebbe dovuto concludere il suo secondo mandato nel marzo 2027. Al suo posto, per i prossimi diciotto mesi, verrà insediata una commissione straordinaria.

Non è l’unico caso. Aprilia, nel Lazio, diventa il primo comune della provincia di Latina a subire lo stesso provvedimento per condizionamenti mafiosi. Situata nell’area nord del territorio pontino, al confine con zone già segnate dalla criminalità organizzata, la città segue il destino di Anzio e Nettuno, anch’esse commissariate in passato per motivi analoghi. Le elezioni amministrative previste per il 24 e 25 maggio, dunque, non si terranno. «La situazione era così grave da non poter essere sostenuta», ha spiegato il governo, sottolineando i «fortissimi condizionamenti» subiti dall’ente locale.

In Calabria, intanto, il consiglio dei ministri ha disposto lo scioglimento dei comuni di Casabona e Badolato, dove le inchieste avevano già portato all’arresto dei sindaci Francesco Seminario e Giuseppe Nicola Parretta. Le indagini, che hanno evidenziato presunti legami con la ’ndrangheta, hanno reso inevitabile l’intervento dello Stato. Anche in questo caso, come per Caserta e Aprilia, si procederà con la nomina di commissari straordinari per un anno e mezzo.

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