Crimson Desert, a un mese dal lancio, si mostra tra dettagli tecnici e ambizioni da Goty

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Manca poco più di un mese al 19 marzo, data fissata per l’arrivo sul mercato di Crimson Desert, e nell’ultimo periodo, complice l’avvicinarsi dell’uscita, Pearl Abyss ha lasciato trapelare, o ha comunicato direttamente, una serie di dettagli piuttosto significativi sul proprio Titolo. Si tratta di particolari che vanno a delineare in maniera più nitida non solo l'ossatura tecnica del gioco, ma anche alcune scelte produttiche di fondo, le quali, in un'industria sempre più polarizzata tra innovazione tecnologica spinta e automatizzazione, assumono un peso specifico non indifferente.

La via umana al doppiaggio e il confronto con l’intelligenza artificiale

Uno degli aspetti su cui ci si è soffermati di recente riguarda la localizzazione vocale. In un'epoca in cui l'impiego dell'intelligenza artificiale generativa per le voci dei personaggi non è più una mera ipotesi da laboratorio, ma una pratica che inizia a fare capolino in produzioni anche di una certa caratura, la scelta di Pearl Abyss appare netta e in controtendenza. In un'intervista rilasciata al canale Dropped Frames, Will Powers, figura chiave per il marketing e la pianificazione strategica di Pearl Abyss America, ha confermato che per i ruoli principali, e per buona parte dei personaggi secondari coinvolti in missioni secondarie, si è optato per l'utilizzo esclusivo di doppiatori in carne e ossa -2-5. Powers, con una certa prudenza che lascia intendere la volontà di non esporsi a facili smentite da parte della comunità online, ha evitato di certificare al cento per cento la totalità dei PNG presenti nel mondo di gioco, ma ha ribadito con forza come la direzione intrapresa sia stata quella di privilegiare la performance recitativa tradizionale -2-8. Un impegno che si estende su più lingue, con localizzazione testuale in quattordici idiomi e doppiaggio completo, almeno al lancio, in coreano, inglese e cinese semplificato -8. Una presa di posizione, questa, che differenzia il prodotto da altri progetti recenti che hanno invece integrato soluzioni vocali sintetiche, sollevando non poche discussioni sulla natura stessa dell'interpretazione artistica nel settore.

Il salto generazionale con AMD FSR Redstone

Spostando l'attenzione sul comparto puramente tecnico e visivo, emerge un'altra informazione di un certo rilievo, destinata principalmente alla platea degli utenti PC più attenti alle prestazioni grafiche. Crimson Desert avrà il supporto di AMD FSR Redstone Ray Regeneration, una tecnologia che si propone di migliorare la stabilità e la pulizia dell'immagine nei contesti che fanno ampio uso di ray tracing -1-7. Nello specifico, il titolo di Pearl Abyss risulta essere il secondo gioco nella storia a implementare questa specifica funzionalità, dopo Call of Duty: Black Ops 7 -1-4. Non si tratta di un dettaglio meramente accessorio, perché l'algoritmo di machine learning alla base della Ray Regeneration lavora per ricostruire i dati mancanti della tracciatura dei raggi, riducendo quella grana visiva che talvolta affligge le scene con illuminazione complessa -4. E, a completare un quadro tecnico piuttosto ambizioso, ci sono la simulazione avanzata degli oceani con onde e correnti realistiche, la fisica di tessuti e capelli gestita dalla scheda video, e una vegetazione pensata per interagire con il vento e con il passaggio del giocatore -1-4.

L'ombra di GTA 6 e le aspettative dei veterani

Naturalmente, ogni discussione che coinvolga un'uscita di primo piano nel 2026 non può evitare il confronto, seppur indiretto, con l'elefante nella stanza: Grand Theft Auto VI. La domanda che molti si pongono è se l'opera di Pearl Abyss possa reggere l'urto con il colosso di Rockstar Games, previsto per novembre. A gettare un po' di benzina sul fuoco ci ha pensato Mike York, un ex animatore di Rockstar che ha lavorato su Red Dead Redemption 2, il quale ha espresso un parere piuttosto lusinghiero su Crimson Desert -3-9. Analizzando i video di presentazione, York ha sottolineato la mole di attività, la cura per i dettagli fisici e la profondità del mondo aperto, elementi che, a suo dire, potrebbero rendere il gioco un serio candidato al titolo di Gioco dell'Anno -6-9. La sua riflessione, riportata da diverse testate, si articola attorno a un concetto di base: nel caso in cui GTA 6 non dovesse soddisfare le stratosferiche aspettative riposte su di sé, inciampando in qualche passo falso, allora l'opera di Pearl Abyss sarebbe lì, pronta a raccogliere il testimone -3-6. Un'ipotesi suggestiva, che trasforma un'uscita attesissima come Crimson Desert in una sorta di alternativa concreta, capace di offrire un'esperienza open-world profonda e variegata, come ha ricordato York, paragonandone l'ambizione proprio a quella di un Red Dead Redemption 2 -9.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.