Le borse europee arretrano, Milano la più colpita dai dubbi sulla Fed
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Redazione Esteri
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L'ultima seduta della settimana ha registrato un netto peggioramento dell'umore negli listini dell'eurozona, i quali, dopo un periodo di rally, hanno bruscamente interrotto la corsa per consegnarsi in territorio negativo. A pesare sulle contrattazioni, in una giornata già di per sé movimentata dalla pubblicazione di diversi dati trimestrali, sono emersi con forza due elementi distinti, sebbene concatenati: da un lato, le persistenti perplessità degli operatori riguardo alle valutazioni dei titoli tecnologici, in particolare quelli legati al settore dell'intelligenza artificiale, ritenute da molti ormai eccessive; dall'altro, un'improvvisa riflessione sulle prospettive monetarie della Federal Reserve, la cui prossima riunione di dicembre non è più considerata una certezza per un nuovo alleggerimento dei tassi di interesse.
L'incertezza che frena gli acquisti
Il clima di tensione, che ha spinto molti verso la liquidazione degli asset più rischiosi, trova una sua giustificazione in alcune dichiarazioni di esponenti della banca centrale americana, le quali hanno insinuato il dubbio che l'istituto possa optare per una pausa di riflessione. Gli investitori, che fino a pochi giorni fa scommettevano con convinzione su un ulteriore taglio del costo del denaro, hanno quindi rivisto le proprie aspettative, arrivando a prezzare una probabilità inferiore al cinquanta per cento per una mossa di questo tipo. Tale ripensamento, del resto, appare logico di fronte a un'inflazione che stenta a scendere verso i target prefissati e a indicatori sul mercato del lavoro che, pur non essendo negativi, non brillano per vigore.
La piazza di Milano zavorra la performance continentale
In questo contesto generalizzato di avversione al rischio, la Borsa di Milano si è distinta in negativo, segnando un calo che ha sfiorato il due percentuale e posizionandosi così come il fanalino di coda tra i principali mercati continentali. Il FTSE MIB, l'indice di riferimento della piazza italiana, è stato appesantito in maniera significativa dalle massicce prese di profitto che hanno colpito il comparto bancario, uno di quelli più sensibili alle variazioni nei tassi d'interesse. Anche Francoforte, Londra e Parigi hanno chiuso la sessione in territorio negativo, seppur con perdite meno marcate, mentre l'oro, tradizionale bene rifugio, ha registrato un calo in controtendenza rispetto alla debolezza generale dei mercati.
La fine dello shutdown non basta a sostenere gli animi
La chiusura in netto ribasso arriva nonostante il recente entusiasmo generato dalla fine dello shutdown negli Stati Uniti, un evento che, sebbene positivo, si è rivelato insufficiente a controbilanciare le preoccupazioni macroeconomiche. L'euro, dal canto suo, ha mostrato debolezza rispetto al biglietto verde, riflettendo la minore attrattività degli asset denominati nella moneta unica in un momento di incertezza globale. Gli operatori, ora, si trovano in una fase di attesa, concentrati sui prossimi dati economici che usciranno Oltreoceano, i quali potranno offrire indicazioni più chiare sulla salute dell'economia e, di conseguenza, sulle decisioni della Fed.




