Le borse europee arretrano, Milano pesata da banche e difesa

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   Una giornata caratterizzata da vendite diffuse ha segnato il finale di settimana per le piazze finanziarie europee, le quali, nonostante un parziale recupero rispetto ai minimi toccati nel corso delle contrattazioni, hanno chiuso in territorio negativo. L’attenzione degli investitori, che si è concentrata sulle rinnovate tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina e su alcuni segnali di fragilità nel sistema creditizio americano, ha favorito il rialzo dei metalli preziosi, con oro e argento che hanno aggiornato i propri massimi grazie alla domanda di beni rifugio.

Il tonfo di Piazza Affari e i settori più colpiti

Tra i listini continentali, quello di Milano si è distinto per essere uno dei più penalizzati, con un calo dell’indice Ftse Mib pari all’1,45% che lo ha portato a chiudere le contrattazioni a 41.758 punti. Due, in particolare, sono state le aree che hanno trainato la flessione: da un lato il comparto della difesa, soggetto a una nuova fase di ridimensionamento dopo le recenti performance, e dall’altro il settore bancario, gravato da scelte di politica nazionale. Sulla difesa, Leonardo ha registrato un crollo superiore al 5%, trascinando con sé gran parte del paniere europeo del settore.

La questione bancaria e il peso della manovra

Sul versante creditizio, invece, l’accordo raggiunto dalla maggioranza di governo per un contributo degli istituti di credito e dei gruppi assicutivi alla prossima manovra economica, stimato in undici miliardi e mezzo di euro da ripartire in un triennio, ha esercitato una pressione significativa sui corsi. Unicredit ha ceduto il 2,6%, Intesa Sanpaolo ha lasciato sul terreno il 2,23% e Banca Monte dei Paschi di Siena si è deprezzata dell’1,84%, in un contesto generale di debolezza per le banche europee. A ciò si è aggiunto il riacutizzarsi del dibattito sulla qualità del credito negli Stati Uniti, dopo che le analisi su due istituti regionali hanno portato alla luce ingenti perdite legate a prestiti immobiliari fraudolenti.

Il quadro tecnico si oscura

La settimana negativa ha inevitabilmente inciso sul quadro tecnico dell’indice milanese, il quale, scivolando sotto la soglia dei 41.500 punti, ha mostrato un chiaro indebolimento della struttura di breve periodo. Gli strumenti di analisi quantitativa, del resto, segnalano un rafforzamento della pressione ribassista, con i principali indicatori direzionali – come il Macd, il Parabolic SaR e il Vortex – che hanno assunto una configurazione short, preludendo a una fase di potenziale ulteriore volatilità.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.