Udinese, Runjaic: "Non è vero che siamo diversi senza Davis. Le condizioni di Kristensen"
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Redazione Sport
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Il tecnico dei friulani, intervenuto ai microfoni di DAZN al termine del match casalingo, ha analizzato la prestazione della sua squadra – che sul campo del Bluenergy Stadium ha cercato in ogni modo di scardinare il muro eretto dagli ospiti – senza però riuscire a concretizzare la maggiore mole di gioco e le numerose occasioni da rete costruite. «Oggi è un vero peccato, non dovremmo perdere questo tipo di partite», ha esordito Runjaic, sottolineando come l’Udinese fosse «la squadra più attiva e vivace», capace di mantenere il possesso palla e di rendersi pericolosa, soprattutto nella ripresa. L’analisi del tecnico si è poi concentrata sull’errore che ha deciso l’incontro, un episodio che a suo avviso ha cambiato radicalmente l’inerzia di una sfida resa ancora più complicata dalle alte temperature e dalla disciplina tattica degli avversari. «In queste partite – ha spiegato riferendosi alla linea bassa del Parma – non devi commettere errori e devi trovare il vantaggio», ammettendo che «il nostro difensore ha preso una decisione sbagliata di anticipare davanti all’area, invece che rimanere alle spalle dell’uomo». Un’ammissione, questa, che arriva senza cercare alibi, sebbene il tecnico abbia ribadito come i suoi ragazzi «non meritassero di perdere» considerando la mole di gioco prodotta.
La gestione dell’assenza di Davis e il caso Kristensen
Una delle domande più ricorrenti nel post-partita riguardava la presunta dipendenza della squadra dall’attaccante inglese, la cui assenza – forzata dall’infortunio muscolare rimediato nella sfida di San Siro – ha costretto Runjaic a ridisegnare il reparto avanzato. Il mister, con una certa determinazione, ha respinto al mittente ogni suggestione legata a una minore incisività della manovra offensiva senza il suo centravanti. «Non è un’altra squadra senza Davis, è l’Udinese senza Davis», ha chiarito seccamente, prima di aggiungere: «Siamo in grado di vincere e segnare anche senza di lui, anche senza di lui la squadra è la stessa». L’allenatore ha voluto così spostare l’attenzione dalla pedina assente alla qualità della prestazione collettiva, elogiando al contempo l’organizzazione del Parma. «Affrontavamo una squadra che si difende bassa – ha ribadito –, sono disciplinati, ordinati e lo sapevamo». Sul fronte delle indisponibilità, particolare attenzione è stata riservata alle condizioni del difensore Kristensen, costretto a uscire anzitempo dal terreno di gioco. «Al momento non lo so – ha risposto Runjaic a chi gli chiedeva la gravità del problema –, mi hanno detto che non poteva continuare. Spero non sia nulla di serio, gli infortuni alla testa vanno controllati con attenzione particolare e faremo controlli profondi».
Il punto di vista di Cuesta: «Grande mentalità e cuore»
Se in casa Udinese prevale il rammarico per un’occasione mancata, dall’altra parte il tecnico del Parma, Carlos Cuesta, ha potuto sorridere per un successo costruito sulla solidità e sul sacrificio. In conferenza stampa, il trainer degli emiliani ha voluto sottolineare l’aspetto caratteriale di un gruppo che, nonostante le numerose defezioni – «Anche oggi abbiamo perso per strada Pellegrino e Valenti» –, è stato capace di rimanere compatto e di colpire al momento giusto. «Oltre alla tattica – ha spiegato Cuesta –, la cosa più importante è stata la mentalità e il cuore dei ragazzi ha fatto la differenza». Un’analisi, quella del tecnico, che mette in luce la crescita di una squadra giovanissima – la rosa più giovane del campionato – ma capace di soffrire quando necessario, abbassandosi nei minuti finali pur di proteggere il vantaggio. «A livello difensivo e anche offensivo – ha proseguito –, siamo orgogliosi della prestazione dei ragazzi», un’affermazione che arriva al termine di una settimana di lavoro certamente complessa ma che ha restituito l’immagine di un gruppo solido e maturo.
Un calcio di stop che fa riflettere a pochi giri di boa
La sconfitta casalinga, per quanto dolorosa, non sembra scalfire più di tanto le certezze di Runjaic, il quale guarda con fiducia alle ultime sei giornate di campionato. «Non ci sono partite facili in Serie A, a prescindere dalla fase del campionato», ha ricordato il tecnico, che solo pochi giorni fa aveva celebrato lo storico successo di San Siro contro il Milan. «Siamo sulla strada giusta – ha assicurato –, abbiamo sei giornate per dare tutto e chiudere al meglio il campionato». La speranza, per i tifosi bianconeri, è che quella partita contro i rossoneri «resti nei ricordi di molti, ma vogliamo che tutta la stagione sia memorabile». Un auspicio che passa inevitabilmente dalla capacità di reagire immediatamente a questo scivolone, imparando dagli errori commessi. «Abbiamo costruito qualche chance e alla fine abbiamo lasciato punti sul campo», ha concluso amaramente Runjaic, mentre dall’altra parte Cuesta si godeva la prestazione dei suoi, ricordando che «ogni giorno è un’opportunità per crescere e per migliorare», una filosofia che sta portando i giovani ducali a compiere passi da gigante in termini di personalità e compattezza.




