L’Italia dello snowboard paralimpico vola verso il record di medaglie d’oro: dopo Luchini e Perathoner, ora si inseguono Bertagnolli e De Silvestro nel gigante
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Redazione Sport
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La giornata di venerdì 13 marzo, numero che porta sfortuna solo a chi ci crede, si è aperta all’insegna di un’Italia paralimpica che non sembra volersi fermare più. Dopo il quarto oro conquistato ieri, giovedì 12 marzo, da Jacopo Luchini nel banked slalom di snowboard, una disciplina che richiede tecnica e sangue freddo nel destreggiarsi tra le curve strette e compatte del tracciato, l’attenzione degli appassionati e degli addetti ai lavori si è spostata in mattinata sulle nevi di Cortina per la prima manche dello slalom gigante maschile. E l’avvio non ha tradito le attese, anzi. Giacomo Bertagnolli, il fuoriclasse trentino delle Fiamme Gialle, insieme alla sua guida Andrea Ravelli – un’intesa che nel tempo si è fatta sempre più simbiotica – ha letteralmente dettato il passo nella categoria riservata agli atleti ipovedenti. Con una prestazione che ha mescolato potenza e precisione, la coppia azzurra ha chiuso la run iniziale in testa, issandosi al primo posto e ipotecando, in attesa della seconda discesa, un posto sul gradino più alto del podio che sarebbe la ciliegina su una torta già ricca di medaglie in questa rassegna iridata di casa.
Non è da meno, anzi, la prova di René De Silvestro, lo sciatore veneto che nella categoria sitting sta disputando delle Paralimpiadi di altissimo profilo. Anche per lui, al termine della prima frazione del gigante, è arrivata una leadership parziale che fa ben sperare per il verdetto finale della seconda manche. Se consideriamo che il medagliere italiano aveva già raggiunto la doppia cifra complessiva nella giornata di giovedì, superando il bottino complessivo di Pechino 2022, la possibilità di aggiornare ulteriormente il conto dei metalli più pregiati – quello che luccica di più – è più che concreta. La squadra azzurra, insomma, viaggia a ritmi che non hanno precedenti nella storia paralimpica nazionale per quanto concerne il numero di ori conquistati in una singola edizione invernale.
La giornata storica della Polha Varese e l’impresa di Jacopo Luchini
Se il programma odierno del gigante promette scintille, non si può non tornare con la mente alla straordinaria giornata di ieri, che ha consegnato agli archivi sportivi un’impresa che porta la firma di Jacopo Luchini. Il trentacinquenne toscano, in forza alle Fiamme Oro, ha dominato il banked slalom SB-UL, una specialità che sulla carta vedeva rivali agguerritissimi come i cinesi Wang Pengyao e Jiang Zihao. Luchini, invece, ha fatto gara a sé: già a capo della classifica dopo la prima run, ha amministrato il vantaggio nella seconda discesa – quasi una passerella – chiudendo con il tempo strepitoso di 56"28 che non ha lasciato scampo agli avversari, relegati all’argento e al bronzo. Una medaglia, questa, che per Luchini rappresenta il coronamento di una carriera infinita, costellata di vittorie in Coppa del Mondo e in altre competizioni internazionali, ma alla quale mancava proprio il sigillo a cinque cerchi, l’alloro paralimpico che da solo racchiude il senso di una vita dedicata allo sport.
E poi c’è un dato che racconta di un movimento sano e radicato nel territorio: i due ori vinti a distanza di poche ore nello snowboard, quello di Luchini e quello di Emanuel Perathoner, portano entrambi la firma della Polha Varese. L’associazione sportiva presieduta da Daniela Colonna Preti si conferma un vivaio inesauribile di talenti, una fucina di atleti che, edizione dopo edizione, rappresentano l’ossatura delle nazionali azzurre sia nelle competizioni estive che in quelle invernali. Un doppio successo che, se possibile, aggiunge ulteriore valore alle imprese individuali, dimostrando come la programmazione e il lavoro di squadra fuori dalla pista siano il presupposto indispensabile per le imprese che si consumano invece tra i pali stretti di un tracciato o lungo le discese veloci.
La corsa verso il record e gli azzurri ancora in pista
Mentre il pubblico italiano esulta e sogna ad occhi aperti, l’adrenalina sul campo è tutt’altro che scemata. Il Day 7 delle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026 è appena cominciato e il programma, fitto di impegni, riserva ancora tantissime emozioni. Oltre al gigante maschile che tiene banco con le sue due manche, sono in programma anche le batterie del biathlon, a riprova di una macchina organizzativa che funziona e di una squadra azzurra che riesce a essere competitiva su più fronti. Il quarto oro di Luchini, come detto, ha stabilito un nuovo record assoluto per l’Italia in termini di medaglie del metallo più prezioso in una singola edizione dei Giochi invernali, un primato che prima d’ora sembrava irraggiungibile e che invece è stato non solo raggiunto, ma anche superato con ancora diversi giorni di gare davanti.
La Cina, con la sua potente macchina da guerra, continua ovviamente a dominare il medagliere generale forte dei suoi dieci ori e di un numero complessivo di podi che sfiora quota trenta, ma l’Italia, in casa, sta disputando delle Paralimpiadi sontuose, rispondendo colpo su colpo e issandosi nelle posizioni nobili della classifica. Per Bertagnolli, che a queste latitudini e su queste nevi conosce ogni centimetro di pendio, l’appuntamento con la storia è per la seconda manche: lui e Ravelli sono chiamati a confermare quanto di buono fatto vedere in mattinata, per trasformare un vantaggio provvisorio in una certezza definitiva. La sensazione, nell’aria frizzante delle Dolomiti, è che il bottino di medaglie italiane non abbia ancora finito di incrementarsi.




