L’Italia dello snowboard vola a cinque ori: Luchini e Perathoner firmano il doppio sigillo paralimpico

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La giornata del 13 marzo resterà negli annali dello sport paralimpico italiano, e non soltanto per il meteo che, sulle nevi di Cortina e dintorni, regala una luce particolare a ogni discesa. Il liveblog dedicato all’evento, quello che minuto dopo minuto sta raccontando qualificazioni e finali, ha registrato una sequenza di emozioni che pochi, alla vigilia, avrebbero osato pronosticare con tale precisione. Perché se è vero che l’Italia era partita con ambizioni importanti, è altrettanto vero che infilare due medaglie d’oro nella stessa disciplina, nel giro di pochissime ore, rappresenta qualcosa di più di una semplice conferma. Si tratta di un’autentica esplosione di talento, di quella che solo i Giochi di casa sanno regalare.

A fornire la prima scintilla è stato Jacopo Luchini, toscano di Montemurlo, il quale nella categoria SB-UL – quella dedicata agli atleti con disabilità agli arti superiori – ha letteralmente dominato la scena nel banked slalom. Il suo tempo di 56”28, stampato sulla neve di Socrepes, non è stato soltanto il migliore della seconda manche, ma il sigillo definitivo su una carriera che lo aveva visto più volte sfiorare il podio iridato senza mai afferrarlo veramente. Alle sue spalle, due atleti cinesi, Pengyao Wang e Zihao Jiang, hanno dovuto accontentarsi dell’argento e del bronzo, mentre l’altro azzurro in gara, Paolo Priolo, ha chiuso in nona posizione con un 1'01”26 che nulla toglie alla festa generale.

Ma la macchina delle meraviglie, per la spedizione azzurra, non si è fermata qui. Poco dopo, Emanuel Perathoner, veterano bolzanino dalla tecnica sopraffina, ha replicato l’impresa nella categoria SB-LL2, sempre nel banked slalom. Perathoner, che aveva già assaporato il sapore dell’oro mondiale esattamente un anno fa in Canada, ha letteralmente annichilito la concorrenza con un secondo run da 54”28, staccando lo svizzero Fabrice Von Gruenigen e l’australiano Ben Tudhope. Una prestazione che sa di rivincita personale, se si pensa al gravissimo infortunio alla gamba sinistra del gennaio 2021 che avrebbe potuto chiudere la sua carriera e che invece lo ha proiettato, con una forza d’animo non comune, verso la sua prima medaglia paralimpica dopo due partecipazioni olimpiche.

Con questi due trionfi, il medagliere dell’Italia ha subito un’impennata storica. Il computo totale delle medaglie d’oro è salito a quota cinque, un traguardo mai raggiunto prima in una singola edizione dei Giochi invernali per il nostro paese. Un bottino che si avvicina pericolosamente – nel senso migliore del termine – anche al record complessivo di podi, quel leggendario Lillehammer 1994 che vide tredici medaglie al collo degli azzurri ma nessuna, per la precisione, del metallo più pregiato. Oggi, invece, di ori se ne contano cinque, e il merito va distribuito equamente tra lo sci alpino di Chiara Mazzel e Giacomo Bertagnolli e lo snowboard di Luchini e Perathoner, con il secondo che nell’arco di pochi giorni ha centrato un altro capolavoro dopo l’oro di domenica scorsa nello snowboard cross.

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