Emanuel Perathoner e Jacopo Luchini, altro oro per l’Italia nello snowboard alle Paralimpiadi
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Redazione Sport
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È un’Italia semplicemente straripante, quella che continua a collezionare medaglie sulle nevi di casa, e l’ennesima conferma arriva dallo snowboard paralimpico, dove Emanuel Perathoner ha messo al collo il suo secondo oro personale in questi Giochi di Milano Cortina. Dopo il trionfo di sabato scorso nello snowboard cross, l’atleta altoatesino si è ripetuto nel banked slalom, categoria SB-LL2, dominando letteralmente la gara con il miglior tempo di 54"28, ritoccato nella seconda discesa dopo un primo parziale già ampiamente competitivo. Una doppietta, quella realizzata da Perathoner, che non ha precedenti nella disciplina: nessuno, prima di lui, era mai riuscito nell’impresa di vincere due titoli paralimpici nella stessa edizione, un risultato che certifica non solo lo stato di grazia dell'azzurro ma anche la solidità di un movimento, quello dello snowboard italiano, capace di esprimersi ai massimi livelli anche dopo i cambi di categoria e le difficoltà tecniche che una competizione di questo calibro inevitabilmente presenta.
L’impresa di Luchini e la valanga azzurra
A far compagnia a Perathoner sul gradino più alto del podio ci ha pensato Jacopo Luchini, che nel banked slalom per atleti con disabilità agli arti superiori, la categoria SB-UL, ha fermato il cronometro sul tempo di 56"28, precedendo due inseguitori cinesi, Pengyao Wang e Zihao Jiang, rispettivamente argento e bronzo. Per Luchini, che non nascondeva l’emozione per un successo arrivato forse anche oltre le più rosee aspettative, si tratta del primo alloro paralimpico, un sigillo che impreziosisce ulteriormente una stagione già ricca di soddisfazioni e che proietta l’intero team azzurro in una dimensione quasi surreale, se si considera che fino a poche ore fa il record di medaglie d'oro in una singola edizione invernale era fermo a tre.
Una giornata storica per lo sport italiano
La giornata del 13 marzo, d'altronde, resterà scolpita nella memoria degli appassionati non solo per la doppietta firmata dai due snowboarder, ma anche perché, complice l’argento di Giacomo Bertagnolli nel gigante e gli altri piazzamenti illustri, il medagliere tricolore ha raggiunto e superato quota quattordici podi complessivi, con cinque primi posti che rappresentano un traguardo mai toccato prima d'ora nella storia delle Paralimpiadi invernali. Un bottino che fa dell’edizione di Milano Cortina la più proficua di sempre per la rappresentativa italiana, la quale, va ricordato, si trova ora a un soffio dalle tredici medaglie totali conquistate a Lillehammer nel lontano 1994, un primato che resisteva da oltre trent'anni e che è stato letteralmente polverizzato dall'entusiasmo e dalla determinazione di questi ragazzi.
Perathoner e quel rapporto speciale con le discipline
Curioso, se non altro per l’approccio psicologico che rivela, il commento di Emanuel Perathoner a caldo, subito dopo la gara: l'azzurro ha confessato infatti che, pur considerando entrambe le medaglie importanti, il banked slalom rappresenta per lui la disciplina tecnicamente meno amata, quella nella quale forse non si esprime al meglio, e proprio per questo motivo la soddisfazione per aver chiuso il percorso nel migliore dei modi assume un sapore ancora più dolce. Una dichiarazione che lascia intendere quanto la preparazione mentale e la capacità di adattamento siano determinanti in uno sport dove i centesimi di secondo separano il trionfo dall’anonimato, e dove la forza di volontà di un atleta che ha dovuto reinventarsi dopo un grave infortunio, passando dal circuito olimpico a quello paralimpico, diventa esempio tangibile di resilienza e professionalità.




