Ungheria espelle dieci diplomatici russi, Mosca promette una risposta dura

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L’Ungheria espelle dieci diplomatici russi accusati di aver svolto nel Paese “attività inaccettabili” secondo le regole che disciplinano diritti e prerogative di ambasciatori e funzionari diplomatici. La decisione è stata resa nota da Anita Orban, ministro degli Esteri nel governo guidato da Peter Magyar, insediatosi a Budapest lo scorso maggio dopo sedici anni consecutivi di potere di Viktor Orban. La parte ungherese ha invitato le dieci persone coinvolte a lasciare il territorio nazionale, aprendo così un nuovo fronte nei rapporti con Mosca. Dalla Russia è arrivata una reazione immediata: la portavoce Zakharova ha annunciato che la risposta sarà “dura e dolorosa”.

Perché Budapest ha espulso i diplomatici russi

Secondo quanto comunicato dal governo ungherese, i dieci diplomatici russi avrebbero svolto in Ungheria attività considerate incompatibili con il loro ruolo e con le regole richiamate dalla Convenzione di Vienna. Nella comunicazione diffusa sui social non sono però stati forniti ulteriori particolari sulla natura delle condotte contestate. La formulazione utilizzata dalle autorità di Budapest resta quindi circoscritta alle “attività inaccettabili per i diplomatici”, senza indicazioni aggiuntive sui singoli episodi attribuiti ai funzionari dell’ambasciata russa. La conseguenza annunciata è stata comunque netta: tutti e dieci sono stati invitati a lasciare l’Ungheria.

La decisione segna uno strappo nei rapporti tra Budapest e Mosca sotto il governo di Peter Magyar. Il nuovo esecutivo ungherese si è insediato lo scorso maggio, dopo la lunga stagione politica caratterizzata dai sedici anni consecutivi di potere di Viktor Orban, e l’espulsione di dieci dipendenti della rappresentanza diplomatica russa assume un peso particolare proprio per le dimensioni del provvedimento. L’annuncio non riguarda infatti un singolo funzionario, ma dieci membri della missione diplomatica russa presenti in Ungheria. Alla comunicazione iniziale, nel corso della giornata, non sono seguite precisazioni pubbliche sulle attività che avrebbero determinato l’espulsione.

L’Ue sostiene l’Ungheria, Mosca annuncia una risposta

La Commissione europea ha definito legittima la scelta di Budapest e ha espresso piena solidarietà all’Ungheria. Un portavoce dell’esecutivo europeo ha parlato di una reazione prevedibile alla luce di quella che l’Ue considera una persistente campagna russa condotta attraverso attacchi ibridi contro l’Unione e i suoi Stati membri. Bruxelles ha inoltre ribadito il proprio sostegno alle attività diplomatiche e consolari degli Stati membri quando vengono condotte nel rispetto del diritto internazionale. La posizione europea si inserisce quindi direttamente nel confronto aperto dalla decisione ungherese, riconoscendo a Budapest la legittimità del provvedimento adottato nei confronti dei funzionari russi.

Da Mosca, invece, il tono è stato opposto. Dopo l’espulsione dei dieci dipendenti dell’ambasciata russa, Zakharova ha annunciato che la Russia darà una risposta definita “dura e dolorosa”, facendo emergere immediatamente la tensione provocata dalla misura ungherese. Il Cremlino si trova così di fronte a un provvedimento che coinvolge contemporaneamente dieci funzionari della propria missione diplomatica, mentre Budapest mantiene pubblicamente l’accusa nei termini delle attività ritenute incompatibili con lo status diplomatico. Le informazioni diffuse finora non specificano quali iniziative Mosca intenda adottare in risposta né aggiungono dettagli sulle contestazioni rivolte dall’Ungheria ai diplomatici espulsi.

Il confronto resta concentrato sul provvedimento adottato dalle autorità ungheresi e sulle reazioni che ha prodotto nelle ore successive. Da una parte Budapest sostiene che i dieci funzionari abbiano oltrepassato i limiti previsti per l’attività diplomatica e ne ha disposto l’allontanamento; dall’altra Mosca contesta la decisione e annuncia conseguenze. Nel mezzo si colloca la posizione della Commissione europea, che considera legittima l’espulsione e collega il contesto della decisione agli attacchi ibridi attribuiti alla Russia contro l’Ue e i suoi Stati membri. Restano invece senza ulteriori precisazioni pubbliche le specifiche attività contestate ai dieci diplomatici russi.

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