Adam, morto dopo l’intervento al braccio: la Procura apre un’inchiesta

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Il piccolo Adam, due anni e mezzo, entra in sala operatoria per una procedura definita “senza rischi” e non ne esce più vivo. Un arresto cardiaco improvviso, il trasferimento in ambulanza verso un’altra struttura, infine il decesso. Succede all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Rovigo, dove il bambino era stato ricoverato per un intervento al braccio destro – ritenuto di routine – e dove qualcosa, nei meccanismi della sala operatoria, deve essersi inceppato. La Procura di Padova, competente per il nosocomio dove Adam è stato dichiarato morto dopo il trasporto d’urgenza, ha aperto un fascicolo. Le prime mosse degli inquirenti seguono un copione ormai consolidato in casi simili: sequestro delle cartelle cliniche, disposto immediatamente dai carabinieri, e autopsia fissata nei prossimi giorni. Sarà proprio l’esame autoptico, lo si ripete sempre in questi frangenti, a fornire risposte sulla catena di eventi che ha condotto all’arresto cardiaco. Non ci sono ancora indagati né ipotesi di reato formalizzate, ma l’apertura di un’inchiesta è il passaggio obbligato per ricostruire ogni minuto di quella mattina.

L’intervento considerato a basso rischio e il viaggio in ambulanza verso Padova

Adam Mohamed Abdelmoeti Ibrahim Seddik, questo il nome completo comparso nei primi atti, era stato sottoposto a un’operazione che, stando alle prime informazioni raccolte dai sanitari, non presentava particolari criticità. Il braccio destro, la sede dell’intervento, non richiedeva tecniche particolarmente invasive. Eppure, a un certo punto, il monitor ha segnalato un’improvvisa alterazione dei parametri vitali. L’arresto cardiaco è sopraggiunto rapidamente, tanto da imporre la sospensione della procedura chirurgica e l’attivazione delle manovre di rianimazione. Stabilizzato a fatica, il piccolo è stato caricato su un’ambulanza per il trasferimento all’azienda ospedaliera di Padova, dove si trova una terapia intensiva pediatrica attrezzata per i casi più gravi. Il viaggio, durato meno di un’ora, si è rivelato però inutile: Adam è morto poco dopo l’arrivo, senza che i medici potessero fare altro che constatare il decesso.

Il padre: «Mi sono fidato e me l’hanno ammazzato. Il mio bambino era sano»

Mohamed, il padre, riceve i giornalisti nella casa di Fidenza, dove la famiglia Seddik si era trasferita da tempo. Accanto a lui c’è il fratello Gouda, che fa da interprete e da sostegno in un momento in cui le parole si incagliano nella gola. «La nostra vita si è bloccata martedì – racconta Mohamed con voce rotta – hanno distrutto una famiglia. Mi sono fidato e me l’hanno ammazzato». L’italiano del padre è incerto, ma il dolore che traspare è universale. Sottolinea più volte che Adam era sano, che non aveva altre patologie, che nulla faceva presagire una simile tragedia. Con loro, quel giorno, c’è anche Aly Harhash, che aiuta a mettere ordine nei ricordi e a comunicare con i media. La madre Yasmin, invece, è accanto ai familiari più stretti, senza rilasciare dichiarazioni.

Cartelle cliniche sequestrate e autopsia come punto di svolta dell’indagine

I carabinieri, su delega della Procura di Padova, hanno già messo sotto sigillo tutta la documentazione medica relativa al ricovero, all’intervento e al trasporto in ambulanza. Le cartelle cliniche saranno ora esaminate dai consulenti della procura, che dovranno verificare eventuali discrepanze tra la procedura attesa e quella effettivamente eseguita. L’autopsia, che verrà condotta nei prossimi giorni, rappresenta l’altro pilastro dell’inchiesta. Sarà lei – l’esame autoptico – a dire se l’arresto cardiaco è stato provocato da una reazione avversa all’anestesia, da un errore nella somministrazione dei farmaci, da una malformazione non diagnosticata o da un evento del tutto imprevedibile. Fino ad allora, il fascicolo resta aperto senza ipotesi di reato formalizzate, mentre la famiglia attende risposte che, lo sa bene, non restituiranno il sorriso di Adam – quel sorriso che, secondo le parole del padre, illuminava tutto.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.