Guerra a Gaza: un mese di conflitto e la propaganda di Hamas
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Redazione Esteri
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È iniziato il secondo mese di guerra a Gaza, con combattimenti e bombardamenti incessanti nel cuore di Gaza City. Un portavoce delle Nazioni Unite ha rivelato che ogni giorno vengono uccisi in media 160 bambini. Gli Stati Uniti si oppongono alla rioccupazione da parte di Israele, ma il primo ministro Netanyahu respinge qualsiasi ipotesi di cessione del controllo a terze parti, siano esse l'Onu o una forza multilaterale di Paesi arabi moderati. Secondo Netanyahu, sarà Tel Aviv a gestire la Striscia "dopo aver sconfitto Hamas".
La propaganda di Hamas, veicolata online attraverso una rete di canali su Telegram e altre piattaforme, ha aperto la strada a una serie di attacchi informatici da parte di gruppi terroristici islamici. I raid mortali di Hamas in Israele sono diventati un'occasione per questi movimenti di rilanciare i propri messaggi legandoli alla lotta palestinese. I gruppi jihadisti stanno sfruttando la violenza e l'odio che circolano sui social media per creare vicinanza alle proprie battaglie nell'opinione pubblica digitale.
Il 7 ottobre 2023, il mondo si è svegliato con la notizia di un attacco terroristico da parte di militanti di Hamas, che dalla Striscia di Gaza hanno fatto irruzione nel sud di Israele uccidendo più di 1.400 persone e prendendo almeno 240 ostaggi. In risposta, Israele ha lanciato un'offensiva militare senza precedenti sulla Striscia di Gaza, giurando di distruggere Hamas.
La guerra tra Israele e Hamas è arrivata a un punto di non ritorno? L'inviata di Euronews Valérie Gauriat ha raccolto le testimonianze di palestinesi e israeliani che cercano di sopravvivere al conflitto.




