Silenzio e lacrime a Cazzago Brabbia per la maestra morta nell’incidente con lo scuolabus
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Redazione Interno
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L’aria è pesante a Cazzago Brabbia, il piccolo paese affacciato sul lago di Varese che oggi fatica a riconoscersi. Le strade, di solito animate dalle voci dei bambini, sono attraversate da un silenzio innaturale, spezzato solo da qualche singhiozzo. La tragedia, avvenuta nel pomeriggio di lunedì 19 maggio lungo l’autostrada Pedemontana, all’altezza dello svincolo di Lomazzo, ha lasciato un segno profondo. Uno scuolabus della primaria “Giovanni Pascoli”, di ritorno da una gita con una trentina di alunni di sette anni, si è scontrato con un Tir, travolgendo anche altre quattro auto.
A perdere la vita è stata un’insegnante di 54 anni, seduta accanto all’autista, che non ha avuto scampo sotto le lamiere. Quella stessa maestra che, come si è appreso, aveva da poco ottenuto la cattedra nella scuola del paese. Due bambini, tra i feriti, sono stati trasportati in ospedale, mentre gli altri, seppur illesi, portano addosso il peso di un ricordo che difficilmente svanirà.
Le reazioni non si sono fatte attendere. Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha parlato di «sgomento», un sentimento condiviso dal governatore lombardo Attilio Fontana, che ha assicurato massima vicinanza alle famiglie. A unirsi al coro di dolore anche Giancarlo Giorgetti, ministro delle Finanze e cazzaghese di origine, il quale – pur senza rilasciare dichiarazioni pubbliche – ha fatto pervenire il suo sostegno.




