Olimpiadi di Milano Cortina, il gigante maschile apre le danze: Vinatzer e Franzoni sfidano il tempo e i favoriti

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La pista Stelvio di Bormio, un autentico mostro sacro per gli appassionati di sci alpino, si appresta a vivere una delle sue giornate più attese, quella in cui assegnerà la medaglia olimpica del gigante maschile. Si respira un’aria densa di aspettative, con il pubblico italiano che spera di poter esultare per i propri portacolori, chiamati a confrontarsi con un parterre di avversari semplicemente stellare. Alle 10 precise, la voce dello speaker darà il via alla prima manche, un primo atto che, come sempre in queste competizioni, detta legge e traccia un solco spesso incolmabile tra chi può ambire al podio e chi, invece, dovrà lottare per una posizione di prestigio. Il campo di partenza, analizzando l’ordine dei pettorali, offre già spunti di riflessione non banali.

Tra i primi a scendere, con il numero 7, troviamo Stefan Brennsteiner, l’austriaco dalla sciata pulita e precisa, capace di interpretare al meglio i muri più insidiosi. Poco dopo sarà la volta di Timon Haugan, il norvegese che sta vivendo una stagione di consacrazione, forte di una confidenza con i tracciati tecnici che pochi riescono a eguagliare. E poi, naturalmente, c’è Marco Odermatt, lo svizzero volante, dato da tutti come il favorito numero uno. Con il suo numero 5, Odermatt avrà il compito di dettare un riferimento cronometrico che, con ogni probabilità, farà tremare i polsi a chiunque. L’azzurro Alex Vinatzer, che indossa l’undici, scenderà in un momento cruciale, quando la pista sarà già stata battuta dai migliori ma ancora in condizioni perfette; la sua capacità di esprimere una sciata aggressiva e pulita sarà messa a dura prova dalla necessità di non perdere contatto dai primissimi. C’è poi un’attenzione particolare per Giovanni Franzoni, il gigantista puro che, come raccontano le cronache, aveva un po’ accantonato la disciplina per dedicarsi ad altro, salvo poi ritrovarla nel momento più importante -10. La sua prova, in questo contesto, assume i contorni di una scommessa affascinante.

Scorrendo l’ordine di partenza, si nota la presenza di atleti del calibro di Henrik Kristoffersen, il norvegese dal talento purissimo, e di Loic Meillard, un altro svizzero capace di performance da urlo. Lucas Pinheiro Braathen, il brasiliano che ha scelto di rappresentare il paese della madre dopo il divorzio sportivo dalla Norvegia, è atteso al cancelletto con il numero 1 -2-6. Una posizione che, da un lato, comporta la difficoltà di aprire una pista ancora vergine, dall’altro offre la possibilità di lanciare un messaggio immediato a tutti gli inseguitori, sfruttando quella verve e quel carisma che lo hanno reso un personaggio amatissimo dal pubblico. La sua stagione, del resto, parla di una crescita costante, culminata con una vittoria in Coppa del Mondo a Levi che ha fatto suonare una sveglia nel mondo dello sci che conta.

Le gerarchie in pista e le insidie del tracciato

La prima manche, come insegnano i manuali dello sci, non serve solo a stabilire una classifica, ma anche a comprendere le dinamiche del tracciato tracciato dai tecnici. Le scelte dei materiali, l’incisione delle curve sui muri più ripidi e la capacità di mantenere velocità nei tratti di scorrimento diventano fattori discriminanti. Per Vinatzer, la chiave sarà probabilmente la capacità di esprimere una sciata rotonda e continua, evitando quegli strappi che, seppur spettacolari, spesso pagano dazio in termini di decimi preziosi. Franzoni, dal canto suo, dovrà dimostrare di aver ritrovato quella confidenza con le curve larghe del gigante che, per un periodo, aveva messo in secondo piano. Non vanno poi dimenticati gli altri azzurri in gara, Tobias Kastlunger e Luca De Aliprandini, quest’ultimo uomo dal grande esperienza e capace, nelle giornate migliori, di cucirsi addosso una prestazione da top five -5-8.

Il biathlon e lo short track nel pomeriggio

L’attenzione del pubblico italiano, però, non si concentrerà esclusivamente sullo sci alpino. Nel pomeriggio, infatti, gli occhi si sposteranno sull’Alto Adige, ad Anterselva, dove andrà in scena la sprint femminile di biathlon. Una gara che sa di rivincita per Dorothea Wierer e Lisa Vittozzi, reduci da qualche prestazione sottotono ma inserite a pieno Titolo nel novero delle favorite per il podio -1-4. La pista di casa, per Wierer, rappresenta sempre un’emozione aggiuntiva, un fattore che può trasformarsi in benzina per le gambe o in un peso sulle spalle, a seconda della gestione della tensione. Accanto a loro, Hannah Auchentaller e Michela Carrara completano un quartetto di assoluto valore, con l’obiettivo di portare a casa un metallo prezioso che arricchirebbe ulteriormente un medagliere già sontuoso per l’Italia.

In serata, poi, il sipario si alza sul ghiaccio di Milano, con le gare di short track che promettono scintille. Pietro Sighel, dopo la delusione per la squalifica nei 1000 metri, cercherà il riscatto nei 1500, una distanza che richiede tattica e potenza. Con lui, Thomas Nadalini e Luca Spechenhauser proveranno a guadagnarsi un posto in finale, in una disciplina dove un centesimo di secondo può separare la gloria dall’oblio -1-8. E poi ci sono le donne, con Arianna Fontana, Chiara Betti ed Elisa Confortola impegnate nelle qualificazioni dei 1000 metri: la Fontana, in particolare, è un’icona di questo sport, capace di gestire la pressione olimpica come poche al mondo.

Il programma della domenica e le attese

La giornata olimpica di sabato 14 febbraio è dunque ricca di appuntamenti per il pubblico italiano, che si stringe intorno ai propri atleti sperando di vederli sul gradino più alto del podio. Dalla mattina di Bormio, con il vento che potrebbe giocare qualche scherzo sulla Stelvio, fino alla sera del Palazzetto di Milano, ogni frazione di secondo sarà vissuta con il fiato sospeso. Le speranze di medaglia sono concrete in più discipline, a testimonianza di una spedizione azzurra che, fin qui, ha saputo recitare un ruolo da protagonista. Ora, però, la parola passa alla neve, al ghiaccio e alla polvere da sparo dei poligoni.

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