Alessandria, donna picchiata a cinghiate sul bus: «Nessuno è intervenuto»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Sunshine Osman, madre di origine nigeriana, ha ripercorso con i giornali i momenti di quell’aggressione avvenuta il primo aprile scorso, a bordo di un autobus che ad Alessandria collega la stazione ferroviaria al quartiere Spinetta Marengo. La donna, che viaggiava insieme a due figli – un dodicenne e un bambino di pochi mesi – avrebbe urtato per sbaglio due giovanissimi, chiedendo subito scusa per il contatto involontario. Quella che poteva chiudersi con un gesto di ordinaria tolleranza si è invece trasformata in una furia di pugni, calci e perfino cinghiate, sferrati dai due aggressori senza che nessuno dei presenti, secondo il racconto della vittima, intervenisse per fermarli.

La dinamica dell’assalto e il silenzio dei passeggeri

La ricostruzione offerta dalla stessa Osman al Corriere della Sera descrive una scena di violenza gratuita e concentrata, nella quale i due minorenni – entrambi di origine nordafricana, come emerso in seguito dalle indagini della squadra mobile – hanno colpito la donna «ovunque», senza mostrare alcuna esitazione. Ciò che rende più inquietante l’episodio, oltre alla ferocia dell’aggressione (condotta anche con una cinghia, oggetto di uso comune trasformato in arma improvvisata), è l’atteggiamento degli altri viaggiatori. Alcuni di loro, stando a una breve clip che la vittima ha deciso di diffondere autonomamente sui propri canali social, hanno ripreso la scena con il telefono, ma nessuno – sottolinea lei – è accorso per dividerli o per chiamare tempestivamente i soccorsi.

L’indagine della polizia e la denuncia dei due minorenni

Due giorni fa gli investigatori della squadra mobile di Alessandria hanno identificato e denunciato i due presunti autori del pestaggio, accertandone la minore età e la provenienza nordafricana. Un particolare, quest’ultimo, che emerge dagli atti giudiziari senza che venga specificato se i ragazzi risiedano regolarmente in Italia o meno. La madre, dal canto suo, ha raccontato di aver provato un senso di abbandono ancora più doloroso della stessa violenza fisica: viaggiava con un figlio preadolescente, il quale ha assistito alla scena, e con un neonato in braccio, circostanza che avrebbe dovuto, secondo una comune aspettativa di civiltà, mobilitare la solidarietà degli altri passeggeri. Così non è stato.

Il contesto dell’episodio e la diffusione delle immagini

La decisione di Sunshine Osman di rendere pubblico il filmato dell’aggressione, seppur breve e senza mostrare i momenti più cruenti, ha contribuito ad alimentare l’attenzione mediatica su un fatto che, altrimenti, sarebbe forse rimasto confinato nelle cronache locali. Sul bus numero 5, che percorre una delle tratte più frequentate della città, nessuno ha provato a fermare i due minorenni nemmeno quando questi hanno estratto la cinghia e hanno continuato a colpire la donna davanti agli occhi del figlio più grande. La Procura per i minorenni, alla quale spetta ora la gestione del procedimento, potrà valutare se esistano estremi per ipotizzare reati diversi dalle semplici lesioni, considerata la particolare crudeltà del gesto e l’età delle vittime – tra le quali va annoverato anche il bambino di pochi mesi, esposto a un trauma indiretto di notevole entità.

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