Drone russo esplode a Chernobyl, scorie nucleari colpite
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Redazione Esteri
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Un drone russo esploso a Chernobyl ha danneggiato una struttura destinata allo stoccaggio delle scorie nucleari, riportando l’attenzione sul rischio legato agli impianti atomici in Ucraina. L’impatto è avvenuto all’interno del perimetro della centrale, luogo ancora associato al disastro del 1986 e alle recenti commemorazioni per i quarant’anni. Secondo quanto confermato dalle autorità di Kiev, l’edificio colpito era vuoto al momento dell’esplosione, non risultano feriti e i livelli di radiazioni sono rimasti nella norma. La situazione non ha quindi prodotto una crisi immediata, ma l’episodio riapre il timore di un conflitto che arriva a toccare anche i siti più sensibili.
Chernobyl colpita, il deposito di scorie danneggiato dal drone
L’attacco ha interessato una delle strutture dedicate alle scorie nucleari, senza provocare conseguenze dirette sulle persone presenti nell’area. Il dato centrale, indicato dalle autorità ucraine, riguarda l’assenza di feriti e la conferma che i valori delle radiazioni non hanno superato i livelli normali. Questo ha evitato un allarme immediato, ma non cancella la gravità del punto d’impatto, perché il drone è esploso dentro il perimetro di Chernobyl. La centrale, chiamata anche Chornobyl in ucraino, resta uno dei luoghi più delicati del Paese e ogni episodio militare al suo interno richiama lo spettro dell’incubo atomico.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha definito l’episodio un “attacco vile”, mentre a Kiev la magistratura ha deciso di aprire un’incriminazione contro la Federazione Russa per “violazione delle regole delle attività belliche”. Nella ricostruzione riportata, il velivolo era un drone Geran-2, indicato come una versione russa dei droni senza pilota iraniani. Lo schianto sarebbe avvenuto alle 2 e 05, colpendo la struttura nel cuore della notte. La scelta delle parole usate dalle autorità ucraine sottolinea il peso politico e simbolico dell’attacco, oltre al rischio materiale collegato al danneggiamento di un deposito in un sito nucleare.
Da Chernobyl a Zaporizhzhia, gli impianti nucleari nel tiro incrociato
La vicenda di Chernobyl si inserisce in una fase in cui anche altri impianti sensibili sono finiti nel raggio degli attacchi. Nel materiale disponibile viene ricordato che, prima di Chernobyl, era toccato a Zaporizhzhia, altro nome centrale nella guerra in Ucraina. Per scelta o per errore, i siti considerati tra i più pericolosi finiscono dentro il tiro incrociato di una campagna di bombardamenti che appare in aumento.




