Garlasco, la difesa di Stasi annuncia un elemento che farà scalpore: Lovati accende i riflettori sul 2014
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Redazione Interno
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I legali di Alberto Stasi hanno annunciato nuovi elementi che, a loro dire, faranno scalpore. A rilanciare l’attenzione su quel deposito è stato Massimo Lovati, ex avvocato di Andrea Sempio, secondo il quale si tratterebbe di qualcosa legato alle indagini del 2014, quando l’ex fidanzato di Chiara Poggi da innocente cominciò a essere ritenuto colpevole. La sua previsione è stata affidata a un intervento in collegamento con la trasmissione Storie Italiane, dove Lovati ha parlato delle rivelazioni annunciate dalla difesa dell’ex bocconiano.
La testimonianza dell’ufficiale del Ris sui test del 2007
Il quadro sul quale si concentrano le nuove verifiche della Procura di Pavia è quello degli accertamenti effettuati nel 2007 sui pedali della bicicletta Umberto Dei di Alberto Stasi. In quel frangente, come ha riferito il tenente colonnello Alessandro Coli, ufficiale che all’epoca lavorava nella sezione di Biologia dei Ris di Parma, emerse un risultato anomalo: «C’era un esito dubbio sui pedali, che su questi pedali dove era stato ottenuto del dna e poi non era stato più ottenuto da successivi campionamenti. Lo ricordo come una cosa strana, insomma...».
Coli, sentito come teste davanti ai pm pavesi, ha precisato di non essersi occupato direttamente delle analisi, ma di aver lavorato nello stesso laboratorio dell’allora capitano Alberto Marino e del tenente Giorgio Portera. Il suo racconto a verbale parla di una voce che circolava tra gli uffici: «Il fatto che da un prelievo è uscito il Dna e poi da altri prelievi ripetuti non è uscito niente» era considerato «una cosa anomala».
La posizione dei consulenti della Procura
Sul piano tecnico, i consulenti incaricati dalla Procura di Pavia, Carlo Previderè e Pierangela Grignani, hanno depositato una relazione nella quale si legge che il profilo genetico attribuito a Chiara Poggi, rilevato dal pedale con profili completi per tutti i marcatori del pannello tipizzato e replicato in due amplificazioni, «rende il dato solido in termini di riproducibilità e attendibilità». I due esperti riconoscono tuttavia che i successivi esiti negativi costituiscono un’anomalia che avrebbe richiesto ulteriori verifiche per chiarire le ragioni della discordanza.
Nessun consulente o perito, si evidenzia nella relazione, ha mai messo in discussione la qualità e l’attribuzione di quel profilo alla vittima.
Le controanalisi e il fascicolo dell’epoca
Le due controanalisi negative risalgono al 20 settembre 2007, il giorno successivo a quello in cui era stato ottenuto il risultato positivo. Secondo quanto ricostruito, delle due analisi non sarebbe stata trovata traccia negli atti del procedimento celebrato contro Stasi. La difesa dell’ex bocconiano considera la discordanza particolarmente significativa. Il genetista Matteo Fabbri, consulente di Stasi, ha sostenuto che se quel dato fosse stato disponibile «sarebbe stato il dato più importante per scagionare fin da subito il dottor Stasi».
Fabbri ha anche annunciato di aver chiesto, insieme al professor Avato, di essere sentito alla Procura di Pavia per chiarire la propria posizione.
Le scadenze processuali e l’indagine su Sempio
Il filone della possibile revisione della condanna di Alberto Stasi si intreccia con l’indagine a carico di Andrea Sempio, chiusa il 28 settembre. I termini concessi alla difesa del 38enne per rendere interrogatorio o presentare memorie difensive scadranno il 18 ottobre. Nel frattempo, i magistrati guidati da Fabio Napoleone ascolteranno nei prossimi giorni alcuni inquirenti e consulenti tecnici che si occuparono della prima inchiesta.
Tra loro anche Rosa Muscio, l’allora pm della Procura di Vigevano che delegò gli approfondimenti sul delitto di Garlasco ad alcuni carabinieri esperti in analisi scientifiche. Come persona informata sui fatti, le verrà chiesto degli esami effettuati sui pedali e se fosse a conoscenza della relazione personologica sull’ex bocconiano rintracciata dalla Procura pavese negli atti del Ris di Parma, ma mai depositata.
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