Concordato preventivo biennale, lo sciopero dei commercialisti

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Redazione Economia Redazione Economia   -   A pochi giorni dalla scadenza del 31 ottobre, termine ultimo per l'adesione al concordato preventivo biennale, i contribuenti italiani si trovano a fare i conti con le comunicazioni ricevute dall'Agenzia delle Entrate. La situazione si complica ulteriormente con l'annuncio dello sciopero proclamato dalle associazioni nazionali dei commercialisti Anc, Andoc, Fiddoc e Unico, che hanno deciso di astenersi collettivamente dall'invio dei modelli di dichiarazione dei redditi 2024 dalle ore 24 del 30 ottobre alle ore 24 del 7 novembre.

La decisione di proclamare lo sciopero, come spiegano i professionisti, è stata determinata dalle richieste rimaste inascoltate, più volte reiterate al governo, di un provvedimento di proroga del termine del 31 ottobre 2024 per l'adesione al concordato preventivo biennale. Nonostante le numerose sollecitazioni, il governo non ha ancora risposto alle istanze dei commercialisti, costringendoli a prendere una posizione forte e decisa.

Nel frattempo, dal 14 ottobre, l'Agenzia delle Entrate ha reso disponibile nel cassetto fiscale delle partite IVA una precompilata per il concordato preventivo biennale, che include una scheda di sintesi e una guida dettagliata sugli effetti dell'adesione, il prospetto sintetico e ulteriori opportunità per chi decide di accedere alla misura agevolativa. Questo strumento, sebbene utile, non sembra essere sufficiente a placare le preoccupazioni dei commercialisti e dei contribuenti, che si trovano a dover affrontare una scadenza imminente senza la certezza di una proroga.

La tensione tra le associazioni dei commercialisti e il governo è palpabile, e lo sciopero proclamato rappresenta un segnale chiaro della frustrazione accumulata negli ultimi mesi.

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