Concordato preventivo biennale, proroga richiesta dai commercialisti
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Redazione Economia
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Il 30 ottobre 2024, il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC) ha inviato una lettera al Viceministro dell'Economia, Maurizio Leo, e al Direttore dell'Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, chiedendo una proroga dei termini per l'adesione al concordato preventivo biennale, la cui scadenza è fissata per il 31 ottobre. Tale richiesta è motivata dai recenti malfunzionamenti tecnici che hanno aggravato le difficoltà già esistenti, rendendo estremamente oneroso per i contribuenti e i professionisti rispettare gli adempimenti e le formalità entro la scadenza prevista.
Il concordato preventivo biennale, introdotto dal governo Meloni, offre a determinate categorie di contribuenti la possibilità di sanare le somme evase nel periodo compreso tra il 2018 e il 2022 a condizioni vantaggiose. Tuttavia, nonostante le aspettative dell'esecutivo di incrementare il gettito delle entrate, l'adesione a questa misura risulta ancora molto bassa, con una partecipazione stimata intorno al 10%. Questo scenario solleva preoccupazioni circa il possibile fallimento dell'iniziativa.
La scadenza del 31 ottobre 2024 rappresenta un momento cruciale per quasi 5 milioni di Partite Iva, che possono regolarizzare la loro posizione fiscale pagando le tasse sulla base di una proposta formulata dall'Agenzia delle Entrate. Il governo, puntando fortemente su questo strumento ideato dal vice ministro Maurizio Leo, sperava di recuperare fino a due miliardi di euro, riducendo al contempo l'Irpef. Tuttavia, la prudenza ha prevalso e nella Legge di Bilancio non è stato previsto alcun gettito derivante dal concordato biennale.
La richiesta di proroga avanzata dal CNDCEC evidenzia le difficoltà operative incontrate dai contribuenti e dai professionisti nel rispettare le scadenze imposte.




