Concordato preventivo biennale, commercialisti chiedono proroga

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Redazione Economia Redazione Economia   -   I commercialisti italiani, guidati da Elbano de Nuccio, si sono rivolti al governo per chiedere una proroga del termine del 31 ottobre per l'accettazione della proposta di concordato preventivo biennale e per la presentazione delle dichiarazioni. Numerose segnalazioni di contribuenti e professionisti hanno evidenziato l'insufficienza del termine stabilito, rendendo necessaria una proroga per permettere l'accettazione della proposta e la trasmissione delle dichiarazioni all'Agenzia delle Entrate.

Il concordato preventivo biennale, che mira a far emergere i redditi degli autonomi, ossia dei titolari di partita IVA, presenta un problema intrinseco: crea incentivi perversi per i cittadini, risultando troppo vantaggioso per chi evade e troppo oneroso per chi paga regolarmente le tasse. Questo corto circuito rischia di generare meno gettito e più evasori, compromettendo l'efficacia dell'intero sistema.

Il governo Meloni-Giorgetti ha offerto un condono, o sanatoria, che prevede per gli evasori il pagamento di una sanzione di 7.500 euro a fronte di un importo dovuto di oltre 138.000 euro. Tale misura, sebbene possa sembrare un "regalo" per chi ha evaso, rischia di incentivare ulteriormente l'evasione fiscale, poiché il costo della sanzione risulta essere solo il 5,4% del dovuto.

La pressione sul ministero dell'Economia cresce affinché venga concessa una chance supplementare ai lavoratori autonomi che non hanno aderito al concordato biennale preventivo entro il termine fissato.

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