Atlanta avanti 2-1 sui Knicks: McCollum firma la seconda vittoria di un punto, Brunson perde palla decisiva

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Nella notte italiana tra sabato 25 e domenica 26 aprile, con palla a due fissata per la mezzanotte, la State Farm Arena di Atlanta ospiterà il quarto atto della serie di primo turno dei playoff NBA tra gli Hawks e i Knicks. Un match che, sulla carta, si preannuncia intenso dopo quanto accaduto in gara 3. Perché se è vero che la sfida era in programma per la notte del 25 aprile -5, è necessario riavvolgere il nastro di sole 48 ore per comprendere appieno il vantaggio psicologico e numerico dei padroni di casa. Giovedì sera, Atlanta ha infatti conquistato una vittoria pesantissima, la seconda consecutiva per un solo punto di scarto, portandosi sul 2-1 nella serie.

Il tiro della vittoria e il finale da brividi allo State Farm Arena

Il copione, per i sostenitori dei Knicks, si è rivelato dolorosamente familiare. Così come era accaduto al Madison Square Garden in gara 2, la stella di Atlanta si è chiamata ancora una volta CJ McCollum. Con il punteggio fermo sul 107-108 per gli ospiti e il cronometro che divorava secondi preziosi, l’esperto guardia ha preso in mano la situazione. A 12 secondi e mezzo dalla sirena finale, McCollum ha realizzato un fadeaway dalla media distanza che ha gelato la panchina avversaria e riportato avanti gli Hawks sul 109. La sua prestazione si è chiusa con 23 punti, un bottino importante ma che racconta solo in parte il suo peso specifico nei momenti cruciali. Tuttavia, il vero capolavoro degli Hawks, come spesso accade nei playoff, è arrivato dall’altra parte del campo, nell’ultimo possesso difensivo.

La difesa di Atlanta e la palla persa decisiva di Brunson

Sembrava quasi scontato, dopo il canestro di McCollum, che New York avrebbe avuto l’opportunità di rispondere, forte di un timeout e di un roster pieno di terminali offensivi. E invece, la difesa schierata da coach Mike Brown – seppur dall’altra panchina – ha plasmato un possesso da manuale della difesa a uomo. La pressione a tutto campo e i continui cambi hanno disorientato Jalen Brunson, il capitano dei Knicks che pure aveva chiuso con 26 punti. In preda alla confusione, Brunson ha tentato un passaggio risky in direzione di Josh Hart; sul suo percorso, però, si è materializzata la mano lunga di Jonathan Kuminga. La palla persa nei secondi finali ha di fatto sancito la fine delle speranze newyorkesi, consegnando la vittoria ai padroni di casa. Una débâcle che Brunson, a fine partita, ha commentato con il peso delle responsabilità addosso, ammettendo di non essere stato "abbastanza bravo" e di dover migliorare in tutto.

L’impatto di Kuminga e le difficoltà dei titolari a New York

A risultare decisivo, in questo contesto di nervi e sostanza, non è stato solo il vecchio saggio McCollum, ma anche l’energia dalla panchina di Jonathan Kuminga. Il giovane ala, arrivata a febbraio da Golden State, ha messo a referto 21 punti con un’altissima percentuale dal campo, confermandosi un’arma letale nello scacchiare le rotazioni difensive dei Knicks. La sua capacità di attaccare il ferro e di difendere in recupero ha spezzato più di un tentativo di fuga degli ospiti. Per New York, invece, la serata si è trasformata in un incubo per i titolari del perimetro: Mikal Bridges ha chiuso senza punti all’attivo, mentre Josh Hart ha realizzato un misero 1 su 9 dal campo. Una prova incolore che ha costretto OG Anunoby (29 punti) e Karl-Anthony Towns (21 punti e 17 rimbalzi) a caricarsi un peso offensivo enorme, vanificato però dagli errori nel possesso decisivo e dalla troppa approssimazione generale segnalata da coach Brown, che ha parlato di 15 palle perse per la sua squadra.

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