Ebola in Congo, l’esperto avverte: «Il rischio maggiore è toccare i cadaveri»

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SALUTE

Redazione Salute Redazione Salute   -   Ebola nella Repubblica Democratica del Congo continua a preoccupare le autorità sanitarie internazionali, mentre l’Organizzazione mondiale della sanità ha definito “molto elevato” il rischio di contagio nel Paese africano.

I casi sospetti hanno superato quota 750 e le morti sospette sono oltre 177, con la diffusione concentrata soprattutto nelle province orientali del Nord Kivu e del Sud Kivu.

Secondo gli esperti, il virus si propaga rapidamente nelle aree più colpite, ma le modalità di trasmissione restano diverse rispetto a quelle dei virus respiratori come influenza e Covid. L’attenzione si concentra in particolare sul contatto diretto con le persone contagiate e con i corpi delle vittime. mediaset +3

L’allarme è stato rilanciato anche dalle dichiarazioni degli specialisti che seguono l’evoluzione dell’epidemia.

La situazione epidemiologica nella Repubblica Democratica del Congo viene considerata particolarmente delicata a causa di un contesto segnato da instabilità politica, violenze armate, difficoltà sanitarie e continui movimenti di popolazione.

L’innalzamento del livello di rischio nazionale deciso dall’Oms sul virus Bundibugyo Ebola viene interpretato come un segnale che richiede massima attenzione da parte della comunità internazionale.

Nelle aree orientali del Paese, infatti, le condizioni operative rendono più difficile il contenimento dei focolai e complicano anche l’accesso alle cure. agensir +3

Le sepolture protette e il timore dei contagi

Tra gli aspetti più critici dell’emergenza Ebola ci sono le procedure di gestione delle vittime.

Nella parte orientale del Congo, mentre veniva incendiato il secondo dei tre centri di cura dedicati ai malati di Ebola, soldati dell’esercito congolese e agenti di polizia in tenuta antisommossa hanno accompagnato le ambulanze dirette verso il cimitero di Rwampara.

Le autorità hanno rafforzato le misure di sicurezza attorno alle operazioni di trasporto e sepoltura dei corpi, considerate uno dei momenti a maggiore rischio di trasmissione del virus. leggo +3

La Croce Rossa ha effettuato quelle definite “sepolture sicure e dignitose”, protocolli utilizzati durante le epidemie di malattie infettive per limitare il contagio durante i funerali. Le immagini mostravano una folla raccolta in silenzio mentre il personale sanitario trasportava le bare delle vittime.

Proprio il contatto diretto con i cadaveri rappresenta uno dei principali fattori di diffusione dell’Ebola, motivo per cui le autorità sanitarie insistono sulla necessità di procedure controllate e personale protetto durante le operazioni funerarie. leggo +3

L’emergenza Ebola arriva anche ai Mondiali di calcio

L’epidemia sta producendo effetti anche fuori dall’ambito sanitario e coinvolge ora il mondo dello sport internazionale. L’allarme Ebola ha infatti aperto interrogativi sulla partecipazione della Repubblica Democratica del Congo ai Mondiali di calcio in programma dall’11 giugno tra Stati Uniti, Canada e Messico.

La diffusione del virus e il numero crescente delle vittime hanno spinto la nazionale congolese a modificare la preparazione in vista del torneo. agensir +3

La federazione ha deciso di annullare il pre-ritiro previsto a Kinshasa, trasferendo gli allenamenti in Belgio per evitare ulteriori complicazioni legate all’emergenza sanitaria. Il tema resta legato all’evoluzione dei contagi e alle valutazioni delle autorità internazionali.

In un quadro già segnato dalle tensioni nelle province orientali e dagli attacchi alle strutture sanitarie, l’epidemia di Ebola continua così ad avere conseguenze che vanno oltre il sistema sanitario locale, coinvolgendo sicurezza, mobilità e organizzazione di eventi internazionali. leggo +3

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