Noa Lang, dal rischio amputazione alla convalescenza a Napoli: il caso sollevato dal Galatasaray e la risposta dell’Uefa
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Redazione Sport
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L’incidente occorso a Noa Lang, nella serata di mercoledì scorso durante la partita di Champions League tra Liverpool e Galatasaray, ha rischiato di avere conseguenze ben più gravi di quanto si potesse immaginare a un primo, superficiale sguardo. Il calciatore olandese, di proprietà del Napoli e attualmente in prestito in Turchia, era finito suo malgrado protagonista di uno scontro fortuito ma particolarmente violento con uno dei tabelloni pubblicitari a bordo campo, quelli a led che costeggiano il rettangolo di gioco. L’urto, concentrato sulla mano destra, ha causato una lesione tanto seria al pollice da far temere, per alcune ore, l’amputazione del dito. Un’eventualità scongiurata solo dopo un delicato intervento chirurgico, che ha richiesto una notte di attesa prima di poterne certificare l’esito positivo.
L’operazione, riuscita, ha permesso al giocatore di tirare un sospiro di sollievo, ma la vicenda ha rapidamente superato i confini della semplice cronaca sportiva per assumere i contorni di un vero e proprio caso istituzionale. Il club turco, infatti, non ha esitato a manifestare il proprio malcontento, indirizzando critiche sia nei confronti del Liverpool, in quanto club ospitante e gestore dell’impianto di Anfield, sia nei confronti della stessa Uefa, rea – secondo la dirigenza del Galatasaray – di non aver garantito standard di sicurezza adeguati per gli atleti. La polemica ha trovato terreno fertile nel racconto dell’accaduto: la dinamica dell’incidente, con Lang che finiva addosso alla struttura elettronica in seguito a un contrasto di gioco, ha sollevato interrogativi sulla corretta distanza tra il campo e questi dispositivi, spesso collocati a ridosso della linea laterale.
Non si è fatta attendere, nelle scorse ore, la presa di posizione ufficiale da parte dell’organismo calcistico internazionale. La risposta dell’Uefa, giunta a stretto giro dopo le accuse formalizzate dal sodalizio di Istanbul, è stata caratterizzata da una prudente ma decisa presa d’atto della situazione. Attraverso una nota ufficiale, l’ente ha comunicato di aver avviato un esame approfondito sulle circostanze specifiche che hanno portato al tragico incidente di martedì sera. Ma non solo: l’analisi si tradurrà in un intervento concreto, con la promessa di rivedere l’intero assetto a bordo campo dello stadio inglese, con un’attenzione particolare riservata proprio ai tabelloni a led che sono stati i protagonisti sfortunati di quanto accaduto a Lang.
L’intervento e la polemica che va oltre il singolo episodio
L’olandese, dal canto suo, ha già mostrato il carattere che lo contraddistingue: dopo la paura e l’intervento, ha voluto mandare un messaggio diretto ai tifosi, commentando l’accaduto con una frase che, nella sua schiettezza, lascia trasparire la volontà di archiviare in fretta l’episodio più brutto della sua carriera. “Queste merd accadono”, ha scritto, accompagnando il post con la solita espressione sorridente che i suoi sostenitori conoscono bene. Un modo per sdrammatizzare, forse, ma che non cancella la gravità di quanto successo né le ripercussioni che questo avrà sulla sua stagione.
La risposta dell’Uefa, infatti, non si è limitata al caso specifico di Anfield. L’organo di governo del calcio europeo ha fatto sapere che l’azione intrapresa avrà un carattere preventivo più ampio: la revisione dell’assetto a bordo campo, compresi i tabelloni a led, verrà estesa “in tutte le prossime partite” al fine di identificare eventuali rischi analoghi in altri stadi. Si tratta di un passaggio significativo, perché trasforma l’incidente subito da Lang in un potenziale precedente normativo, spingendo l’Uefa a chiedere ai club affiliati di adottare misure correttive appropriate, laddove ve ne fosse la necessità. Un modo per rispondere alle critiche, ma anche per blindarsi giuridicamente dopo le accuse di negligenza sollevate dal Galatasaray.
Il ritorno a Napoli e i dubbi sul futuro della stagione
Mentre il braccio di ferro istituzionale tra il club turco, la federazione europea e il Liverpool fa il suo corso, il focus torna sul recupero del giocatore. Secondo quanto filtra dall’edizione odierna de Il Mattino, Lang ha già fatto ritorno a Napoli, città nella quale ha conservato una base fissa. Una scelta dettata dalla volontà di trascorrere la convalescenza in un ambiente a lui familiare, considerato che il cartellino è ancora di proprietà degli azzurri – la moglie, del resto, è tornata spesso in Italia in queste settimane, intrattenendo rapporti con le compagne delle altre mogli della squadra partenopea.
L’ombra più lunga, però, è quella che si allunga sulla sua stagione sportiva. Il bruttissimo infortunio al pollice, sebbene sia stato risolto chirurgicamente senza il temuto esito peggiore, rischia di compromettere il prosieguo dell’annata. La delicatezza dell’intervento a una parte del così fondamentale per un calciatore – non solo per l’equilibrio atletico, ma per la stessa capacità di gestire il pallone – lascia presagire tempi di recupero lunghi e incerti. In questo scenario, la possibilità che il Galatasaroy eserciti il diritto di riscatto dal Napoli viene messa in secondo piano, offuscata dalla priorità di verificare le effettive condizioni fisiche dell’olandese e la sua capacità di tornare ai livelli precedenti all’incidente. Lang, dunque, si appresta a vivere un periodo di stasi forzata nella città partenopea, lontano dai campi di gioco, mentre il calcio europeo si interroga sulla sicurezza dei propri stadi.




