La notte di Lang tra il taglio al dito e l’incubo amputazione: il Galatasaray contro il Liverpool, ora indaga la Uefa

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non era soltanto l’amarezza per un’eliminazione pesante, quel 4-0 subito ad Anfield che ha ribaltato l’1-0 dell’andata e spedito il Galatasaray fuori dalla Champions League, a gravare sulla notte della squadra turca. C’era, e c’è, la preoccupazione vera per le condizioni di Noa Lang, l’esterno olandese di proprietà del Napoli, la cui avventura inglese si è trasformata in un incubo al minuto settantacinquesimo. In un’azione convulsa sulla sinistra, mentre contrastava Curtis Jones, Lang ha perso l’equilibrio finendo rovinosamente addosso ai cartelloni pubblicitari a led posizionati a bordo campo; l’impatto, con la mano destra probabilmente istintivamente tesa per attutire la caduta, è stato devastante. Una lamina, una giunzione metallica di quei pannelli, gli ha procurato un taglio così profondo e netto al pollice da far temere subito il peggio: il sangue copioso, il dolore atroce, la barella e la maschera dell’ossigeno per gestire lo shock mentre i medici faticavano a tamponare l’emorragia. La corsa in ospedale è stata immediata, e nella notte il coltello del chirurgo ha lavorato per ricucire quella ferita che, stando alle prime ricostruzioni, aveva messo seriamente a repentaglio la sopravvivenza stessa del dito. L’amputazione, paventata come un rischio concreto nelle concitate ore successive al match, è stata scongiurata, ma il sollievo per l’esito positivo dell’operazione non cancella la rabbia di un club che si ritiene vittima di una grave negligenza nella sicurezza dell’impianto.

Un reclamo e un’inchiesta: cosa nascondono i tabelloni di Anfield

La ferita alla mano di Lang, che lui stesso ha commentato sui social con un laconico e beffardo «queste merd accadono» per tranquillizzare i tifosi, ha varcato i confini del campo per diventare un caso giudiziario-sportivo. La dirigenza del Galatasaray, forte anche del sostegno dell’opinione pubblica turca che parla di negligenza, ha già messo in moto i propri legali per presentare un esposto formale, puntando il dito contro la pericolosità di quei cartelloni e, di riflesso, contro il Liverpool come club ospitante. Ma a dover rispondere, alla fine, potrebbe essere l’organo che quelle norme le stabilisce e le dovrebbe far rispettare. La Uefa, infatti, non ha potuto ignorare la gravità di quanto accaduto e ha annunciato ufficialmente l’apertura di un’istruttoria: non si tratta tanto di stabilire colpe immediate, quanto di capire se l’assetto dei pannelli led a bordo campo fosse conforme alle stringenti “Regulations of the UEFA Champions League”, quelle che obbligano i club a mettere a disposizione un sistema pubblicitario senza rischi per l’incolumità degli atleti. La domanda che gli ispettori si pongono è se quella lesione sia il frutto di un “freak accident”, un incidente stupido e imprevedibile, o piuttosto la conseguenza di un difetto di installazione o di manutenzione. Nel frattempo, l’ente di Nyon ha già fatto sapere che, a scopo precauzionale, verrà rivisto l’assetto di tutti i tabelloni in tutte le prossime partite delle competizioni europee, chiedendo ai club di adottare misure appropriate laddove si identifichino rischi analoghi.

La notte da dimenticare del Galatasaray: da Osimhen all’incubo Lang

Quella di Anfield, per il Galatasaray, resterà negli annali come una serataccia sotto ogni punto di vista, condita da un’eliminazione umiliante e da un bollettino medico da far accapponare la pelle. Se per Lang si è trattato di un incidente traumatico e spettacolare nella sua crudezza, per Victor Osimhen il copione è stato diverso ma altrettanto preoccupante. L’attaccante nigeriano, già nel primo tempo, aveva rimediato un colpo durissimo al braccio destro in seguito a un contrasto; nonostante il dolore, ha stretto i denti terminando la frazione, ma negli spogliatoi gli accertamenti hanno evidenziato una frattura all’avambraccio. Per lui niente ripresa, e la squadra ha perso il suo uomo di punta in una notte in cui, comunque, il Liverpool dilagava. Il club ha dovuto così diramare un comunicato per fare il punto su due infortuni pesantissimi: quello di Osimhen, con l’avambraccio ingessato e una decisione sull’eventuale operazione rimandata ai prossimi giorni, e quello di Lang, operato d’urgenza a Liverpool con la partecipazione dello staff medico turco. Due pedine fondamentali saltano in un colpo solo, gettando un’ombra sul prosieguo della stagione e lasciando l’amaro in bocca per una qualificazione sfumata nel peggiore dei modi.

Il messaggio social e l’attesa per l’evolversi del caso

Nel gelo della notte inglese, a fornire una piccola, grande rassicurazione ci ha pensato lo stesso Noa Lang. Dal letto d’ospedale, dopo l’intervento, ha voluto mandare un messaggio ai tifosi e a chiunque avesse seguito con apprensione la vicenda: una foto, poche parole, quel sorriso stampato in volto nonostante il dito fasciato e lo choc appena superato. Un modo per dire “ci sono, sono qui, ce l’ho fatta”, che ha in parte placato gli animi dei sostenitori giallorossi. Ma la vicenda, ora, è in mano agli avvocati e ai vertici del calcio europeo. Il Liverpool, dal canto suo, si trova nella posizione di dover rispondere indirettamente di una struttura che, pur utilizzata abitualmente, ha rivelato una pericolosità inaudita. La Uefa, nel suo comunicato, parla di voler rivedere l’assetto dei tabelloni a led in tutte le prossime partite per identificare eventuali rischi analoghi, un’ammissione implicita che forse qualcosa, nel protocollo di sicurezza, non ha funzionato a dovere. Resta l’amaro in bocca per un infortunio che ha rischiato di avere conseguenze permanenti e che ora apre un contenzioso destinato a far discutere a lungo, ben oltre i novanta minuti di una partita di calcio.

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