Garlasco: il dna sul tampone di Chiara Poggi è compatibile con l'assistente del medico legale

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Redazione Interno Redazione Interno   -   A distanza di tre giorni dalla scoperta di un profilo genetico non identificato sul tampone orale di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007, emergono nuovi elementi che potrebbero chiarire l’origine di quella traccia. La genetista Denise Albani, incaricata dalla gip, ha chiesto ulteriori delucidazioni al medico legale Marco Ballardini per comprendere le modalità con cui il prelievo era stato eseguito, ipotizzando un possibile "inquinamento" del campione.

Dalle analisi ripetute sulle garze utilizzate durante l’autopsia, è emerso che una porzione del dna rilevato è compatibile con quello di Ernesto Gabriele Ferrari, assistente del medico legale. Un’altra frazione, seppur minima, risulta invece contaminata da materiale genetico non identificato, ma la quantità è talmente esigua da escludere che si tratti di una traccia lasciata dall’assassino. "Si tratta di una contaminazione", hanno precisato fonti vicine alle indagini, confermando quanto già emerso durante l’incidente probatorio disposto dal Tribunale di Pavia.

Il profilo maschile rinvenuto, ribattezzato dagli inquirenti "Ignoto 3", non corrisponde a quello di Alberto Stasi, ex fidanzato di Chiara e inizialmente condannato in primo grado prima dell’assoluzione in appello, né a quello di Marco Sempio, altro indagato nel corso delle indagini. La presenza di questo dna, tuttavia, non sembra al momento aprire nuovi scenari investigativi, poiché la sua entità ridotta e la compatibilità con una figura coinvolta nelle procedure post mortem fanno propendere per un errore di manipolazione dei reperti.

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