Autovelox, da ottobre 2025 multe valide solo con dispositivi registrati e omologati

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Redazione Interno Redazione Interno   -   A partire dal prossimo ottobre, il sistema di controllo elettronico della velocità in Italia subirà una svolta radicale, destinata a ridisegnare le regole del gioco per automobilisti, enti locali e forze dell’ordine. La riforma, che impone l’obbligo di registrazione e omologazione per tutti gli autovelox attivi sul territorio, potrebbe lasciare a secco numerosi comuni che non riusciranno ad adeguarsi in tempo, con il rischio concreto di vedere spenti i dispositivi privi dei requisiti richiesti.

Il cuore del cambiamento risiede nell’introduzione di un elenco ufficiale gestito dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nel quale dovranno confluire, entro il 19 agosto, i dati di ogni singolo apparecchio: dalla marca al modello, dallo stato dell’omologazione alla conformità alle normative vigenti. Un’operazione trasparenza che, se da un lato mira a ridurre contenziosi e ricorsi – spesso legati a dubbi sulla validità delle multe – dall’altro rischia di generare caos, visto che molti enti potrebbero non farcela a completare l’iter entro i termini stabiliti.

La scadenza del 18 ottobre, infatti, non è prorogabile: oltre quella data, qualsiasi autovelox non censito o sprovvisto dei requisiti tecnici non potrà più essere utilizzato per sanzionare gli automobilisti. Un’eventualità che, come sottolinea il Codacons, rischia di paralizzare il sistema, lasciando scoperte ampie porzioni di territorio dove il controllo della velocità sarà affidato esclusivamente ai tradizionali pattugliamenti.

Intanto, già da settembre, il ministero metterà online una piattaforma dedicata agli enti locali, i quali avranno due mesi per caricare le informazioni richieste. Una corsa contro il tempo che, se da un lato garantirà maggiore chiarezza – con la pubblicazione dei dati accessibili a tutti – dall’altro potrebbe rivelarsi un boomerang per quelle amministrazioni che, per inefficienze o ritardi burocratici, si troveranno costrette a dismettere i dispositivi non a norma.

La posta in gioco è alta, considerando che gli autovelox rappresentano uno strumento cruciale per la sicurezza stradale, ma anche una fonte di entrate non trascurabile per molti comuni. Se alcuni li difendono come deterrenti indispensabili contro gli eccessi di velocità, altri li criticano da anni, accusandoli di essere usati più come "casse" che come strumenti di prevenzione. Ora, con l’obbligo di tracciabilità e trasparenza, sarà più facile distinguere quelli legittimi da quelli installati senza i necessari crismi.

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