Report, il totonomi per un eventuale post Ranucci: Peter Gomez, Riccardo Iacona e Maria Cuffaro tra i papabili. Ma la Rai prende tempo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La decisione su chi condurrà Report in futuro, se Sigfrido Ranucci sarà sospeso o sostituito, ancora non è presa. «Ci vorrà tempo», raccontano in Rai. Ma non è un tempo in cui tacciono le opposte prese di posizione. Si fronteggiano, duramente, alcuni consiglieri di amministrazione Rai. «Nel mare di indiscrezioni, supposizioni e interventi politici a gamba tesa che accompagnano le richieste di rimozione di Ranucci, c’è una questione che va tenuta ferma: il suo rapporto con Valter Lavitola ha condizionato o meno la scelta dei contenuti di Report?».

Lo chiedono i consiglieri Alessandro Di Majo e Roberto Natale, eletti con i voti di Avs e M5S, che insistono per mantenere le verifiche sull'attività giornalistica, avvertendo che spostare il confronto sulle frequentazioni personali significherebbe finire «su un terreno scivoloso».

L'occasione Ranucci e il rapporto sul comitato etico

Ferragosto di fuoco: c’è attesa per il secondo round della vicenda Ranucci, su cui ora tutti aspettano la decisione dell’ad. Giampaolo Rossi si è preso qualche giorno per leggere la relazione del comitato etico che ha messo in fila tutte le condotte del conduttore di Report che nelle ultime settimane sono salite agli onori delle cronache. La relazione – specificano in azienda – non è direttamente collegata alla decisione su Ranucci, che invece sarà di carattere editoriale.

Tuttavia, il contenuto della relazione secretata del comitato – composto da Stefano Coletta, Delia Gandini, Stefania Pennarola e Felice Ventura – sembra tracciare un quadro severo del comportamento del giornalista, incentrato sul concetto di slealtà verso i vertici aziendali. Un aspetto che, sebbene formalmente separato dalla scelta editoriale, rischia di condizionare pesantemente l'aria che tira a Viale Mazzini.

Il fronte della difesa e le tensioni interne

Chi ha sentito Sigfrido Ranucci garantisce che – al netto delle ferie agostane – non abbia mai smesso di lavorare alle nuove puntate di Report, che a novembre tornerà nel palinsesto di Rai 3. Lontano da Roma e dallo stillicidio di indiscrezioni intorno alla sua sostituzione, il conduttore ripete agli amici che di passi indietro, di lato o avanti non ha intenzione di farne.

Il suo legale, l'avvocato Roberto De Vita, ha dichiarato che durante l'audizione Ranucci ha risposto in modo puntuale «offrendo elementi fattuali che hanno fugato ogni possibile dubbio in ordine ad infondate e pretestuose ricostruzioni politiche». Di contro, la consigliera Federica Frangi (centrodestra) ha rivendicato il diritto dell'azienda a effettuare verifiche ampie: «La correttezza professionale non si misura soltanto su ciò che va in onda. Riservatezza, rapporti di lealtà e correttezza verso l’azienda sono anch’essi aspetti che la Rai ha il diritto e il dovere di considerare».

I papabili per la successione

Mentre il Cda si divide, il totonomi per l'eventuale conduzione di Report si concentra su tre nomi considerati i più accreditati: Peter Gomez, Riccardo Iacona e Maria Cuffaro. Gomez, 62 anni, è tra i fondatori del Fatto Quotidiano e conduce dal 2017 La confessione su Nove. Iacona, 69 anni, è un volto storico del servizio pubblico e attualmente alla guida di Presa diretta su Rai3. Maria Cuffaro, 61 anni, conduce Tg3 Mondo ed è una firma di lungo corso del Tg3. Tra le ipotesi interne circola anche il nome di Federico Ruffo, 47 anni, alla guida di Mi Manda Rai Tre dal 2020.

Nessuna indicazione è però definitiva e la Rai potrebbe anche scegliere una soluzione interna alla squadra del programma, mentre si attendono gli sviluppi del caso giudiziario che tiene banco.

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