Bagnai attacca il ministero: "Subisce diktat da chi non ha titoli"
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Redazione Interno
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Alberto Bagnai, deputato della Lega e membro della commissione Covid, non ha usato mezzi termini nel commentare la revoca delle nomine del Nitag, il comitato tecnico-scientifico sulle vaccinazioni. «Non è un bellissimo spettacolo», ha osservato, «vedere una sorta di compiacenza del ministero verso diktat di ricercatori per alcuni dei quali, da docente universitario, ho difficoltà a riconoscere la piena autorevolezza». Parole che riflettono il malcontento di una parte della maggioranza, dove Lega e Fratelli d’Italia sembrano meditare una rivincita dopo la decisione del ministro Orazio Schillaci di cancellare la lista dei 22 esperti nominati a luglio.
La mossa del ministro, che ha fatto discutere già prima di Ferragosto, è arrivata dopo le polemiche sulla presenza di due nomi considerati critici verso le politiche vaccinali: Paolo Bellavite, ex professore di patologia generale all’università di Verona, e il pediatra Eugenio Serravalle. Entrambi, durante la pandemia, avevano espresso posizioni giudicate «non coerenti con le evidenze scientifiche» da gran parte del mondo accademico, tanto che l’ateneo veronese aveva preso le distanze da Bellavite già nel 2021.
Se Forza Italia ha sostenuto senza riserve la scelta di Schillaci, definendola «un atto di rispetto», lo stesso non si può dire per gli alleati di governo. Bagnai, insieme al collega Claudio Borghi, aveva difeso le nomine contestate, e ora nella maggioranza si discute se aprire la commissione a «voci non allineate». Intanto Bellavite, raggiunto dopo la revoca, ha parlato di «occasione di confronto persa», mentre il futuro del Nitag resta incerto. Quello di Schillaci, invece, appare ancora più in bilico, con la destra divisa sul suo operato e il rischio che il nuovo comitato vaccini finisca nel dimenticatoio.




