Inter, la fuga fermata dal muro viola: al Franchi finisce 1-1 con il Milan e il Napoli che accorciano

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Sembrava dovesse essere la serata della fuga definitiva, quella capace di mettere una seria ipoteca sulla corsa al Titolo, e invece per l’Inter arriva l’ennesima frenata. Trentesima giornata di Serie A, stadio Artemio Franchi, e la Fiorentina, quella che lotta per non guardare la classifica dalla parte sbagliata, trova la forza di fermare la capolista sull’1. Un risultato che sa di occasione persa per i nerazzurri, reduci dal pari contro l’Atalanta, e che riapre discorsi che sembravano già chiusi, con Milan e Napoli pronti ad approfittare del passo falso per accorciare in classifica.

La partita, per la squadra allenata da Chivu – assente per squalifica e sostituito in panchina da Kolarov – non poteva iniziare meglio. Bastano quaranta secondi, il tempo di prendere le misure al campo, e l’Inter passa. Barella, con un cross perfetto dalla destra, serve Pio Esposito che, tutto solo in area, di testa non lascia scampo a De Gea. Un avvio fulminante che sembrava il preludio a una serata semplice, quasi amministrata. Nei primi minuti la sensazione è quella di una squadra in balia degli eventi per la Fiorentina, incapace di reagire al gol subito a freddo e con l’Inter che sfiora il raddoppio con lo stesso Esposito e vede annullare un gol a Barella per fuorigioco.

Eppure, a differenza di altre occasioni, la squadra di casa non crolla. Esce dal guscio, piano piano, grazie anche alla qualità di un centrocampo che con Fagioli inizia a trovare le giocatore giuste. La Fiorentina, imprevedibile come spesso le capita, cresce e diventa pericolosa. Kean, protagonista di una serata dai due volti, si divora almeno un paio di occasioni clamorose, una a tu per tu con Sommer e un’altra in spaccata a centro area, mentre Gudmundsson colpisce male di testa da posizione invitante. È una partita che cambia volto: l’Inter, dopo aver spinto, sembra accusare il ritorno degli avversari e si chiude, soffrendo il dinamismo dei centrocampisti viola.

La reazione viola e il pari di Ndour

Nella ripresa, il copione non cambia. Anzi, la Fiorentina prende coraggio e alza ulteriormente il baricentro. L’Inter, con l’uscita di Calhanoglu che toglie qualità e ritmo alla manovra, fatica a uscire e si affida agli interventi di Sommer e al solito Bisseck, insuperabile in chiusura. La pressione dei padroni di casa cresce minuto dopo minuto, alimentata da un pubblico che spinge. Ndour, già pericoloso in precedenza con un tiro dal limite che aveva impegnato Sommer, ci riprova. Al settantasettesimo minuto, l’azione nasce da un errore banale di Barella in impostazione: palla persa, Gudmundsson calcia, Sommer para ma non trattiene, e Ndour, il più lesto, ribatte in rete da due passi. È l’1-1, meritato per quanto visto nella parte centrale del match.

Il finale è una girandola di emozioni e occasioni. La Fiorentina, galvanizzata dal pareggio, ci crede e sfiora il colpaccio con Harrison, il cui tiro dal limite si spegne di poco a lato. L’Inter, però, ha il merito di non crollare e di tentare il tutto per tutto negli ultimi secondi. All’ultimo respiro, il giovane Pio Esposito, già autore del gol del vantaggio, si gira in area e calcia a botta sicura, trovando però sulla sua strada un riflesso prodigioso di De Gea, che con una parata decisiva nega la doppietta e regala un punto prezioso alla sua squadra.

Accorciano Milan e Napoli, corsa riaperta

Con questo pareggio, il terzo consecutivo in campionato tra derby e gare successive, l’Inter sale a 69 punti, ma vede ridursi il margine sulle inseguitrici. Il Milan, reduce dalla vittoria contro il Torino, si porta a -6, mentre il Napoli, vittorioso in casa del Cagliari, si avvicina a -7. Due lunghezze che, in un campionato ancora lungo con otto giornate da disputare, restituiscono entusiasmo a chi insegue e qualche motivo di preoccupazione a chi guida, considerando anche il momento di forma non brillante dei nerazzurri.

Per la Fiorentina, invece, il punto conquistato al Franchi ha il sapore della liberazione. Non solo per il risultato in sé, contro la capolista, ma per il modo in cui è arrivato: dopo essere andata sotto dopo pochi secondi, la squadra viola ha saputo reagire, giocare a viso aperto e tenere in scacco la squadra più attrezzata del campionato. Come sottolineato da Ndour nel post-partita, il punto potrebbe non cambiare subito la classifica, ma regala consapevolezza in vista del rush finale, soprattutto per una squadra che ora guarda con più fiducia alla zona salvezza. Una scossa di carattere, insomma, che vanifica il sogno di fuga dell’Inter e riaccende definitivamente la lotta per il titolo, rendendo la prossima giornata – con lo scontro diretto tra Milan e Napoli – ancora più determinante.

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